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Fiducia sulla manovra: partiti all’angolo

Il Governo Monti ha posto la fiducia sulla manovra. In particolare sul testo approvato dalle Commissioni. La ragione risiederebbe nella presentazione di circa 1.400 emendamenti da parte del Parlamento che non solo rappresentano un vero e proprio ostracismo ma che, con la scusa della ricerca di una maggiore equità di cui non si vede l’ombra, in realtà mirano in buona parte a piegare la manovra alle pressioni di lobby e partiti piuttosto che a trovare una soluzione alternativa alle problematiche economiche dell’Italia. 

Il fine è quello di veder approvata la manovra in via definitiva prima di Natale. C’è da credere che Monti, in un modo o nell’altro, riuscirà nell’impresa: ha tenuto informato il Parlamento sulle richieste dell’Europa per convincerlo a cedere ma per cautelarsi, ora che il clima si sta surriscaldando, ha deciso di chiedere la fiducia. Una fiducia che non potrà ritardare, pena nuovi problemi con la Ue e un’ulteriore  perdita di immagine dei partiti agli occhi dell’opinione pubblica (e dell’elettorato). Ma che, esattamente com’è successo con Berlusconi, rischia di diventare facilmente una scorciatoia facile e scorretta.

(red) 

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