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Manovre anti-crisi: 3.120 euro l’anno a famiglia

Altro che redditi minimi non toccati ed equità dei sacrifici. Secondo Adusbef e Federconsumatori le manovre anti-crisi - almeno così sono chiamate - montiane e non, valgono in totale più di 3 mila euro l’anno a famiglia e riguardano soprattutto le classi medio-basse.

Questa stangata - chiamiamo le cose per quello che sono - accelererà peraltro l’effetto domino della recessione. Infatti «una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza». Non fosse altro perché la capacità di consumo calerà (almeno) del 7,6 per cento annuo e questo calo si ripercuoterà sulle vendite. Aspetto che a sua volta darà problemi alle aziende che accumuleranno un invenduto, e che in conseguenza dovranno limitare i limitabile, tra l’altro, anche licenziando personale che non serve più e che a sua volta non avrà più soldi da spendere. Insomma il classico, e irrisolto, problema del nostro sistema di sviluppo.

La manovra di Monti prevede 197 euro di tagli e 932 di imposte: il mancato adeguamento dell'indicizzazione delle pensioni fino a 1.400 euro per il prossimo anno (e oltre i 900 per il 2013) più altri tagli agli enti locali, quindi l’aumento dell'Iva, l'Imu sulla prima casa, le nuove accise sulla benzina, il bollo sui depositi, l'addizionale regionale. In totale, il Governo Monti ha aggiunto circa 1.129 euro sulle spalle già piegate del contribuente italiano. Che nella maggioranza dei casi ha ancora una cieca fiducia nel fatto che tutto questo serva a salvare l’Italia dal default. Monti, da parte sua, si difende dichiarando che la manovra serve a evitare un nuovo grosso aumento del debito sovrano, oltre che a rispondere alle richieste dell’Europa. 

La verità è che non passerà molto tempo prima che vengano richiesti nuovi provvedimenti all’Italia per racimolare altri miliardi per sanare un debito insanabile e per far calare di nuovo - e temporaneamente - lo spread, che sfiora (oggi, al momento) di nuovo quota 500.

Chi crede ancora che questo sistema debba funzionare a tutti i costi consiglia agli italiani di spendere denaro che non hanno, di indebitarsi pur di mantenere un livello di consumo che permetta alle imprese di vivere, di accettare i sacrifici imposti loro di buon grado. Chi vede oltre ha ben capito da tempo ormai che il gioco non vale la candela.

Sara Santolini

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