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Soldi per nulla, tranne che per l’Afghanistan

Nonostante i tagli alle pensioni e ai servizi pubblici, il ministro degli Esteri Giulio Terzi considera «che l'Afghanistan continuerà ad avere una priorità elevatissima, e ad essere un Paese di primissimo piano, per quanto riguarda le somme che noi potremo investire in crediti di aiuto». Aggiunge di non avere in mente una cifra precisa per il nostro impegno, ma l’Italia non è in Medio Oriente da ieri. La maggioranza delle risorse che l’Italia destina alle “missioni di pace” vanno a finire, infatti, proprio in Afghanistan: lì abbiamo 4.200 soldati, 750 mezzi terrestri tra carri armati, blindati, camion e ruspe, 4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni. 

Si tratta dei circa 800 milioni di euro che l’Italia sborsa ogni 6 mesi per finanziare le missioni italiane all’estero e che solo nel 2011 ci sono costate 100 milioni in più rispetto all’anno precedente. La stessa cifra che non entrerà nelle tasche degli italiani questo Natale in tredicesime, che crolleranno del 2,2%. Una cifra pari, appunto, a 800 milioni di euro.

red 

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