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ICI: la Chiesa continua a non pagare

Durante la conferenza alla Sala Stampa Estera di Roma un giornalista straniero ha posto al Premier Monti la domanda vietata a quelli italiani: “Avete pensato ad estendere il pagamento dell’Ici anche alla Chiesa Cattolica?”. Monti pare abbia perso la sua supponente sobrietà e sia sbiancato ed abbia profferito un imbarazzante: “È una questione che non ci siamo ancora posti”. Ma in che mondo vive questo grande tecnico? Insomma non se la è neppure posta la questione in vista di una manovra lacrime sudore e sangue, genialmente incentrata sull’ICI e la rivalutazione catastale di un bene, la prima casa, che dovrebbe essere costituzionalmente garantito più di tutti i pareggi di bilancio.

Poteva almeno risparmiarci l’ipocrisia di fingersi incompetente: se a lui sono sfuggiti i beni della Chiesa, non è sfuggito a nessuno che il suo primo atto da Premier è stato l’andare a baciare le mani a Vossantità, per tranquillizzarlo che sangue sudore e lacrime sarebbero stati del gregge e non del suo pastore. Anzi no, a qualcuno è sfuggito per poter continuare a tirare fuori lo spettro della Massoneria, dando così modo agli economisti della Disney di sberleffare i complottisti. Impariamo a chiamare le cose per nome, Trilateral e Bilderberg: dalla Massoneria di una volta, quella non deviata, un uomo così, anche ne fosse stato membro, sarebbe stato buttato fuori a calci. La Massoneria, se ha avuto un pregio, e ne ha avuti nella sua epoca d’oro, è stato quello di ignorare la Chiesa di Roma e di farle pagare, se non caro, almeno, tutto.

Un Massone per bene, cosa che Monti non è, non si sarebbe fatto sfuggire un introito stimato, per difetto ed alle attuali rendite catastali, in circa 2 miliardi e 400 mila euro, visto che un immobile su cinque in Italia è proprietà ecclesiastica. Non basta, però: quante sono le attività commerciali ecclesiastiche che sfuggono all’IVA e fanno concorrenza sleale alle infrastrutture turistiche del cittadino? E siamo solo alla punta dell’iceberg.

Ci voleva uno straniero, però, a dire che il re è nudo: non una parola ai vari Ballarò, giusto Santoro che non è più in RAI, e neppure in Parlamento, visto che l’esenzione fiscale è figlia bipartisan di Berlusconi e Prodi. Quest’ultimo poi è riuscito nella massima ipocrisia, limitando l’esenzione erga omnes del Cavaliere ai soli immobili dalle finalità “non esclusivamente commerciali”: praticamente tutti quindi, e la chiamavano sinistra.

Due miliardi e mezzo elusi, a dire evasi si incorrerebbe in querela, a fronte di un miliardo, o quasi, che entra per via dell’8 per mille, la cui ripartizione è ritagliata per far avere fondi al clero anche quando non gli vengono esplicitamente donati.

Ammesso e non concesso che Monti sia massone, sicuramente non è uno di quelli della vecchia guardia: non si potrebbe ottenere dalla superloggia mondiale globale di avere almeno un massone vero, di quelli che fanno pagare la Chiesa prima del popolo?

Una speranza però c’è, ma non certo quella che Monti prenda in considerazione di far pagare le tasse a chi dovrebbe farlo (ma questa non è solo un’esenzione vaticana), e viene proprio dalla tanto vituperata UE, almeno sullo sconto del 50% dell’IRES concesso agli enti ecclesiastici che operano nella sanità e nell’istruzione: Joaquín Almunia, Commissario europeo per la concorrenza, si è lasciato sfuggire che la condanna dell’Italia stavolta sarà “difficile da scampare”, ma dubitiamo che richiederemo alla Chiesa il rimborso delle tasse non pagate, e indovinate da quali tasche usciranno i soldi per pagare eventuali multe?

È un mondo in piena decadenza morale: non ci sono neppure più i massoni di una volta.

Ferdinando Menconi

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