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Russia, guerra di cifre

Guerra di cifre in Russia, non solo sui risultati delle elezioni, ma anche sul numero di manifestanti, come avviene comunemente da noi fra i dati degli organizzatori e quelli delle questure.

Sui presunti trucchi in ambito elettorale non si registra nulla di nuovo: ogni volta che l’esito non è quello desiderato dall’Occidente, quest’ultimo grida ai brogli e chiede la ripetizione del voto. E se poi i risultati vanno nel senso voluto, ecco che il Paese diventa improvvisamente un esempio di legalità. Tuttavia se non sono state ripetute le elezioni statunitensi, dove le prove delle scorrettezze erano evidenti, perché dovrebbero esserlo quelle russe, dove queste prove non ci sono e possiamo solo supporre irregolarità a livelli “occidentali”?

Più interessante è la guerra di cifre sulle manifestazioni: quelle antigovernative avrebbero visto scendere in piazza 2000 persone secondo la “questura” e 10.000 secondo gli organizzatori. Fin qui nulla di nuovo. Il nuovo è che la manifestazione giovanile pro-governativa, completamente ignorata dai media occidentali, ha visto 5000 manifestanti per la questura e solo 1000 secondo Twitter. Sì, secondo Twitter: c’è stata una inversione di ruolo, e i social network si comportano come il governo coi propri oppositori.

Quanto allo scandalo dei fermi e delle condanne a ben 15 giorni, sarebbe da ricordare quanto la stampa embedded chiese per i nostri manifestanti o quanto accade agli indignati di tutto il mondo: la Russia non si comporta peggio delle “democrazie bancarie”, magari ha solo una polizia più efficiente della nostra, anche se meno portata alla violenza di piazza di quella USA, con i suoi spray urticanti e calci abortivi per sedare le resistenze meramente passive.

Interessante poi come la stampa occidentale si occupi solo dei blogger “liberali” e continui a rifiutare di vedere che il nocciolo duro della protesta è comunista, o nazionalcomunista, cercando di diffondere un quadro della Russia ben diverso dalla realtà. Ma in fondo è gia successo con la primavera islamista, scambiata per Web-liberal.

(fm)

 

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