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Inflazione in rialzo. Come i tassi di interesse, a breve

Come era facile prevedere, in seguito alle sbagliate operazioni che economisti e lobby, e governi, appoggiati dai media di massa, hanno messo in atto per tentare di "uscire dalla crisi", è arrivata puntuale la notizia che, anche in Europa, l'inflazione è tornata a salire.

Dopo la Gran Bretagna, tanto per rimanere in campo occidentale, anche nella Ue a 16 il dato relativo al tasso di inflazione ha ripreso a salire in modo piuttosto sostenuto.

Da Bruxelles, e la notizia è recentissima, del 31 gennaio, ci arriva il comunicato di Eurostat il quale prevede che per il primo mese del 2011 il tasso di inflazione dovrebbe assestarsi attorno al 2.4%. Nel mese di dicembre 2010 il tasso si era fermato, si fa per dire, al 2.2%. E la cosa è importante: è la prima volta, dal novembre 2008, ovvero da quando anche in Europa, malgrado le cialtronate comunicate in ogni modo in merito al fatto che la crisi non ci avrebbe colpito, il tasso è tornato a salire oltre tale soglia.

I lettori del Ribelle sapevano da tempo che la crisi ci avrebbe colpito eccome, così come sanno che le misure messe in atto dalla Banche Centrali per sollevare le sorti di un sistema di fatto imploso, non avrebbero che portato a ulteriori problemi. Poiché esse stesse sono state operate, oltre che in palese contraddizione con il regime liberista dal quale provengono, anche in direzione esattamente coincidente con ciò che tale crisi aveva creato.

Vale la pena riflettere sul motivo per il quale sta salendo l'inflazione, e fare qualche previsione per l'immediato futuro.

Generalmente l'inflazione sale quando c'è molta liquidità in giro e dunque la gente spende. Ergo i prezzi salgono. La gente compra tanta merce e i prezzi al pubblico lievitano verso l'alto. In tal caso, generalmente, i padroni del denaro, ovvero, nel nostro caso, la privata Banca Centrale Europea, alzano i tassi di interesse per tenere sotto controllo l'inflazione: aumentando il tasso drenano denaro dalle tasche dei cittadini, mediante interesse, e dunque si innesca il meccanismo attraverso il quale la gente compera un po' meno e i prezzi non salgono troppo. Si tiene sotto controllo, insomma, l'inflazione, oltre che le vite di tutti noi.

La domanda è infantile: come è possibile, visto che siamo ancora nel pieno della crisi, che ci sia così tanto denaro in giro tanto che la gente spende e l'inflazione sale?

La risposta è molto semplice: è che si tratta di una domanda sbagliata. 

Il motivo per il quale sta salendo l'inflazione non dipende dal fatto che i cittadini europei abbiamo tanto denaro in mano da spendere fino a farla salire, per esempio acquistando tanti prodotti di consumo sino all'eccesso. Ciò avviene in situazioni normali, ma non è questo il caso. Di denaro in giro ce ne è poco, e l'unico emesso dalla BCE è finito alle Banche, che ben si guardano dal metterlo in circolazione: prestiti e mutui sono in calo, i cittadini non possono accedervi perché hanno meno garanzie da offrire alle Banche (perdita dei posti di lavoro, precariato, cassa integrazione eccetera) e perché le Banche stesse hanno utilizzato tali aiuti non per far ripartire l'economia, quanto per tamponare le proprie falle personali, oltre che per iniziare nuovamente a dividere utili e bonus.

Dunque pensare che l'inflazione significhi una ripresa dei consumi - il che farebbe molto piacere a tutti quanti vi sperano per uscire da una crisi che la crescita dei consumi stessi ha, tra le altre cause, generato - è sbagliato.

L'inflazione sta salendo non perché la gente abbia iniziato nuovamente a spendere e spandere (denaro che non ha), ma perché è costretta a farlo. Ad aumentare sono soprattutto i prezzi dei beni indispensabili a questo modello di sviluppo: cibo e carburanti, e materie prime, in primo luogo.

Ovviamente dobbiamo nutrirci e riscaldarci, e ovviamente siamo costretti a comperare benzina per riempire i serbatoi delle automobili onde incolonnarci tutte le mattine per andare al lavoro in questo mondo meraviglioso. Così come siamo costretti ad acquistare polizze di assicurazioni per le auto e a pagare i prezzi di cartello, in regime di monopolio, che le aziende applicano ai servizi primari: acqua, luce, gas, trasporti. Prezzi, tutti, in aumento.

Beninteso, esiste ancora una schiera di imbecilli che continua imperterrita, indebitandosi, ad acquistare elettrodomestici per spararsi una dose di felicità istantanea, ed effimera, nelle vene, ma il dato maggiore proviene da ciò che abbiamo detto in merito ai beni primari.

Il risultato immediato è evidente: l'inflazione sale senza che vi sia più denaro in circolazione, e per vivere - per sopravvivere - siamo costretti a spendere di più.

La previsione più semplice è che i tassi di interesse aumenteranno, probabilmente già dal prossimo aggiornamento della BCE. Mezzo punto? Un punto? Vedremo. E ciò contribuirà a due effetti: in primo luogo una ulteriore stretta al collo delle famiglie - tassi dei mutui più alti, ad esempio - in secondo luogo l'ennesimo effetto pervertito delle misure per superare la crisi: crescita bassa, bassissima, ma allo stesso tempo inflazione e tassi di interesse che aumentano.

Da che parte si schiererà, un giorno, il nostro Esercito?

 

Valerio Lo Monaco

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