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UE, solidarietà solo quando fa comodo

Se si tratta di evitare il default di uno Stato scattano i piani di salvataggio obbligatori. Se l’Italia rischia un’invasione via mare di migranti in fuga dal Nord Africa, l’atteggiamento è molto più blando. Fino al menefreghismo

di Ferdinando Menconi

Anche quando la dice giusta, in questo caso sulla questione ondata di profughi prossima ventura, La Russa viene immediatamente smentito: «interessa tutta Europa: è inimmaginabile che tocchi solo a noi arginarla». Invece toccherà solo a noi, visto che in questi casi l’Unione Europea prevede la solidarietà solo su base volontaria. L’Europa, evidentemente, è tale solo quando riguarda gli interessi economici delle caste finanziarie. Allora sì che l’appartenenza all’Unione diviene vincolante.

Il flusso previsto è enorme, ma chi può si chiama fuori. Malta in primis, che lascia che noi si rimorchino i barconi nelle sue acque di competenza e nega l’atterraggio agli aerei civili libici: 14 persone sarebbero state un fardello troppo grosso per la piccola isola. Meglio che tornino in patria o vadano a Lampedusa, che è così vasta. Cosa interessa, giustamente poi, all’Europa scandinava di quanto accade nel Mediterraneo che è così lontano da loro? Ma allora perché continuarla con questa farsa dell’Unione? In una unione ciò che accade ad un singolo membro riguarda tutti e non solo su base “volontaria”.

Certo. L’Unione Europea qualche apertura l’ha fatta: «disponibilità a fornire materiale umano e mezzi finanziari», ma nessuna possibilità di smistamento dell’ondata migratoria. Anche questa, sappiano, è una forma di respingimento. Con che faccia si permettono quindi di condannarci se a respingerli siamo noi? L’accoglimento è obbligatorio per l’Italia, ma non per gli altri, specie se possono far credere che hanno le mani pulite, mentre le hanno così solo perché se ne lavano le mani del problema.

Secondo l’Unione «un paese di 60 milioni di abitanti non può avere problemi a fronteggiare qualche migliaio di migranti». Questo è vero, ma le previsioni sono da 500mila a un milione e mezzo. In quel caso, però, ci rassicurano che vi sarà un possibile intervento. Solo che se sarà così, com’è prevedibile, sarà troppo tardi. Sarebbe meglio essere pronti perché le conseguenze di un’impreparazione saranno molto gravi e i profughi se li ritroveranno in casa, volenti o nolenti, incapaci di gestirli. Le ripercussioni non colpiranno solo i rifugiati, riguardo ai quali si rischia una vera tragedia, ma anche la stabilità interna degli stati membri. Per ora, comunque, meglio fare finta di niente e lasciare tutto il peso sull’Italia, che può farsi carico anche dei respingimenti maltesi che Bruxelles non condanna.

Nessuno, poi, pare rendersi conto che l’ondata migratoria innescata da fuga dalla guerra avrà caratteristiche diverse dall’afflusso continuo da fuga dalla povertà. I secondi vengono per restare, mentre i primi, per buona parte, sono in migrazione temporanea: calmatesi le acque i più vorranno rientrare nei loro paesi finalmente liberi. Così non fosse, avremmo di nuovo sbagliato analisi su quanto sta accadendo nel Mediterraneo islamico.

Se volessero restare, comunque, perché rischiare che nell’Europa ricca si spargano fuorusciti che potrebbero non andarsene più, e che sono potenzialmente pericolosi? Dalle galere non sono usciti solo prigionieri politici, ma anche tanti detenuti comuni. La crisi economica, inoltre, potrebbe prolungarsi. In Tunisia il turismo ha subito un colpo terribile, e il rifugiato vorrebbe potersi trattenere anche dopo la cessazione del rischio, visto che la libertà non riempie la pancia. Ma questo è inaccettabile per le anime pie del nord Europa, che però non perdono occasione per condannare noi per come trattiamo i profughi.

Per adesso la prevista invasione dal Nord Africa non è ancora arrivata e potrebbe anche non arrivare. Magari la libertà appena conquistata potrebbe avere la meglio sulla fame e riuscire a trattenere la gente nel proprio paese d’origine, che ama e che lascia sempre con tristezza. Ma questo “potrebbe” non esime l’Unione Europea dal prepararsi e dal dare all’Italia il dovuto sostegno. Sarebbe anche una mossa intelligente: se le masse di migranti non arriveranno avranno fatto una bella figura a costo zero, mentre se arriveranno se ne dovranno far carico comunque. Il vento di rivolta nordafricano, quindi, oltre ad avere inferto colpi mortali ai regimi autoritari, è riuscito a darne uno anche alla già vacillante credibilità dell’UE, che dimostra ogni giorno che passa come la sigla vada letta diversamente dal solito: Unione degli Egoismi. Non era questo che volevano Adenauer, Schumann e De Gasperi, quando gettarono le basi di una Europa davvero unita che si allontana sempre più.

Ferdinando Menconi

 

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