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ifeelCUD: non c’è più religione

Sembra satira allo stato puro, ma non lo è. Allo scopo di introitare maggiori risorse dalla regalia fiscale dell’8x1000, la Chiesa mobilita i giovani parrocchiani e lancia un concorso a premi: più firme ottieni, sul fatidico modello delle dichiarazioni dei redditi, e più probabilità hai di «volare a Madrid»  

di Ferdinando Menconi

I curati di una volta che intortavano le vecchine, per ottenere lasciti a favore della Curia, un minimo di stile lo avevano, sufficiente almeno per diventare personaggi della peggior letteratura anticlericale, ma il concorso ifeelCUD (www.ifeelcud.it), che manderà 5 parroci e 80 giovani a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù 2011, supera le perverse fantasie anche del più becero dei mangiapreti.

A fronte di un netto calo degli introiti da 8x1000 e ritenendo insufficienti i martellamenti pubblicitari, la Chiesa ha indetto un concorso per mobilitare la gioventù parrocchiale: 5 viaggi premio per i team parrocchiali che si accaparreranno il maggior numero di schede CUD, firmate da anziani, per l'8xmille da portare al centro Caf Acli più vicino. Qualunque sistema per far firmare il malcapitato bisognoso di aiuto nella compilazione è considerato valido: vengono consigliate «la simpatia, l'inventiva e il buon senso», ma la paura dell’inferno o altri sotterfugi per far firmare i vecchietti non vengono esplicitamente esclusi. E chissà se superare i limiti della circonvenzione di incapace comporti l’eliminazione dall’edificante torneo.

La ratio dell’iniziativa sta nel fatto che i pensionati, essendo esentati, il più delle volte, dalla dichiarazione dei redditi, non si prendono la briga di firmare per l’8x1000, facendo venire a mancare preziose risorse ai bisogni della Chiesa. Quindi bisogna far scendere in campo il volontariato giovanile, magari incentivandolo con il miraggio di un bel viaggio di fede, in compagnia del Parroco. Siamo arrivati alla religione “gratta e vinci”.

L’iscrizione al concorso da parte del Parroco (mica si possono lasciare i giovani agire in libertà) è “ovviamente” gratuita, tanto gli introiti per le casse vaticane saranno garantiti dai CUD. Più sono e più aumentano le possibilità di vincere, ma come minimo hanno da essere 30, pena l’esclusione dal concorso. Ai CUD si possono assommare anche punti bonus per dei Video girati «sui temi delle radici storiche dei vostri paesi e sul canto, una giuria sceglierà i video più interessanti e il pubblico premierà il suo video preferito». Naturalmente, però, resta il fatto che le probabilità di vincere uno dei premi in palio saranno tanto più alte quante più schede la squadra avrà racimolato e consegnato.

È difficile commentare una iniziativa degna più dei telepredicatori statunitensi che non della tradizione di Pietro che questo Papa sembrava seguire in maniera più dignitosa e meno mediatica del predecessore, preferendo la sostanza all’immagine. Invece ci troviamo di fronte a quella che eufemisticamente si può chiamare una caduta di stile: la versione on line del curato rapace che ramazza le eredità dei parrocchiani vecchi e soli. Va bene la crisi, ma qui, mandando le Giovani marmotte a raggranellare soldi, vecchietto dopo vecchietto, decimale su decimale delle loro pensioni, stiamo veramente raschiando il fondo del barile. Ma come diceva Paperon de’ Paperoni: il centesimo è il primo gradino della scala che porta al fantastiliardo.

Purtroppo non pare che sia anche la scala che porta al paradiso. Se i ragazzi, infatti, sono messi in cristiana  competizione per un viaggio premio stile “OK il prezzo è giusto”, non viene però loro garantita nessuna indulgenza, anche solo parziale, come premio di consolazione. Non per entrare nel merito della cruna dell’ago (sono questioni teologiche interne) né dell’eticità di uno Stato che si fa carico della Chiesa tramite l’8xmille concordatario o tramite altre, illegittime, esenzioni fiscali, ma se qualcuno può permettersi campagne pubblicitarie martellanti o offrire viaggi premio, a chi peraltro si sobbarca un lavoro che andrebbe regolarmente retribuito, significa che non ha tutto questo bisogno di finanziamenti pubblici. E poco importa se a forza di spot andrà ad introitare più di quanto abbia investito.

La Chiesa avrà sicuramente un buon ritorno economico dal concorso a premi, fra i quali non deve essere annoverato il buono da 1000 euro alle 6 migliori parrocchie, da spendersi per beni ad uso interno: quello è distribuire la carità non in base il bisogno, ma in funzione del rendimento dell’ente economico territoriale. Al limite è un premio sì, ma di produzione. A fronte del ritorno economico c’è però una ulteriore perdita di immagine – visto il contesto è d’uopo usare termini mercantilistici – che dovrebbe far riflettere sul perché c’è una crisi di valori nei “paesi cattolici”: è la Chiesa la prima a tradirli, a meno che non siano proprio questi i valori cristiani, che dovrebbero salvare il mondo, cui Benedetto XVI fa continuo riferimento.

Non resta che consigliare di devolvere il proprio 8x1000 allo Stato, che sarà quel che sarà, però almeno non offre viaggi premio in cambio di opere di “carità”. Oppure, in alternativa, di aderire ad una delle opzioni possibili, scegliendo chi non fa marketing sulla tassazione con slogan tipo: «Aiuta gli anziani della tua parrocchia, raccogli i loro CUD e vola a Madrid», perché non si vede dove sia l’aiuto agli anziani né si ravvisa nel vola a Madrid una di quelle opere cui l’erogazione dell’8x1000 dovrebbe essere vincolata. Persino il mercato delle indulgenze aveva maggior decoro.

 

Ferdinando Menconi

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