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Forum: la terremotata era finta

È accaduto venerdì scorso. La trasmissione di Canale 5, condotta da Rita Dalla Chiesa, presenta la vicenda di una presunta commerciante dell’Aquila. Che non manca di magnificare la ricostruzione, ringraziando espressamente «il presidente Silvio Berlusconi». Peccato che sia tutto inventato. E che lei sia solo una figurante da 300 euro a puntata

di Sara Santolini

Una vera bufera. La puntata del 25 marzo di Forum, programma che tocca il 20 per cento dello share, si è trasformata in un caso televisivo. Per non dire politico. La vicenda, che ormai è nota anche a chi non segue la trasmissione, vede come protagonisti principali la conduttrice e giornalista Rita Dalla Chiesa e Marina Villa, una figurante che, nei panni di una terremotata aquilana, ha inanellato una serie di sconcertanti dichiarazioni sullo stato della ricostruzione del capoluogo abruzzese. 

«Hanno riaperto tutte le attività, manca solo la mia. Stanno pure ricostruendo, anzi, dobbiamo ringraziare qualcuno che non ci ha fatto mancare niente (...) Vorrei ringraziare il presidente Silvio Berlusconi. (...) Nessuno sta in mezzo la strada: tutti hanno le case con i giardini, i garage. La gente lavora, le attività stanno riaprendo». E ancora, rincuorata anche dalle parole di Dalla Chiesa, che ha sottolineato come gli aquilani debbano «ringraziare Bertolaso per quanto fatto», la testimone a cachet ha infine rincarato la dose sparando a zero su chi si è rimasto negli alberghi: «Sono rimasti 3-400 in hotel perché fa pure comodo. Mangiano, bevono a spese dello Stato e non pagano niente, pure io ci vorrei andare».

Al di là del fatto che tutte le scuse già presentate dalla figurante, che è forse la meno colpevole dell’accaduto, non potranno cancellare l’amarezza negli aquilani che abbiano ascoltato queste parole, stavolta la farsa della tv-verità si è spinta davvero troppo oltre. Marina Villa dichiara candidamente, con franchezza e quasi con stupore, che «c’era un copione. L’uomo che interpretava la parte di mio marito nemmeno lo conoscevo. Ha costruito tutto la Redazione del programma. Ma lo sanno tutti che a Forum ci sono gli attori. Non capisco lo scandalo». Infatti lo scandalo non c’è, se per scandalo si intende la sorpresa riguardo ai meccanismi del programma. È da un decennio che questa trasmissione è al centro di polemiche perché, come ammettono gli stessi autori, “a volte” i diretti interessati non se la sentono di prendere parte attiva alla trasmissione e dunque vengono sostituiti da attori, o ancora la storia prescelta per la puntata non è abbastanza accattivante e allora bisogna infarcirla, romanzarla, modificarla in tutti i modi possibili affinché conquisti l’attenzione del pubblico, trasformandosi in una fiction da quasi 2 milioni di spettatori. 

L’accaduto sembra però inserirsi “casualmente” nella recente campagna filo-berlusconiana che parte dalle aule del Tribunale di Milano e corre fino agli studi Mediaset. L’azienda si difende come può, sostenendo che la puntata di Forum in questione ha avuto «l'unico torto di lasciare esprimere in diretta una signora abruzzese che, al di là della vicenda personale che la riguardava, ha espresso valutazioni soggettive sul dopo terremoto. Arrivare a ipotizzare che le affermazioni spontanee della signora abruzzese siano frutto di un piano architettato a tavolino è un chiaro attacco strumentale che Mediaset respinge». Peccato che Marina Villa abiti sulla costa,anziché all’Aquila, e non abbia mai avuto il negozio di cui invocava la riapertura. Ammesso e non concesso che possa trattarsi (anche) di esigenze televisive, e che queste esigenze siano accettabili, il punto è che la trasmissione spaccia per autentiche delle vicende che autentiche non sono. Finché sullo schermo non verrà scritto in sovrimpressione che si tratta solo di una messinscena, qualsiasi affermazione si risolverà per forza di cose in un inganno. Tanto più che il caso specifico ha tutte le fattezze di una pubblicità elettorale studiata a tavolino. 

L’orario della seguitissima trasmissione, che va in onda la mattina e all’ora di pranzo, la rende particolarmente adatta a un pubblico maggiormente permeabile a messaggi veicolati in questo modo. A maggior ragione se tali messaggi sono messi in bocca a quella che sembra essere una persona comune, in tutto e per tutto simile agli spettatori e per questo dotata, ai loro occhi, di maggiore credibilità. 

Il vero errore è stato però credere che fossimo rimasti a qualche decennio fa, quando la televisione era tutto quello che arrivava nelle case degli italiani. Sebbene per una parte non trascurabile dell’elettorato sia ancora così, stavolta lo spot non è stato privo di conseguenze. La conduttrice, che si dice estranea all’accaduto ma che si guarda bene dal protestare contro la dirigenza per il pasticcio in cui l’hanno trascinata, è stata sommersa da proteste di singoli cittadini sulla sua pagina facebook, oltre ad aver ricevuto una lettera dall’assessore comunale alla Cultura e alle Politiche sociali Stefania Pezzopane che l’ha invitata a «venire a vedere con i suoi occhi come si vive qui e che cos’è stato il nostro terremoto». E come si difende, la Dalla Chiesa? Da un lato cadendo dalle nuvole e sottolineando che non è un suo compito chiedere i documenti a chi partecipa a Forum, per cui non era tenuta a sapere che la persona che aveva di fronte non proveniva affatto dalle zone terremotate; dall’altro ricordando la maratona di solidarietà intrapresa a suo tempo, da lei e dal programma, in occasione del sisma, come se i “meriti” pregressi fossero motivo di assoluzione per qualunque accusa a venire. 

Le verità sono altre. Non esiste L’Aquila ricostruita, né un Guido Bertolaso da ringraziare visto che, tra l’altro, è anche indagato per la gestione indebita dell’emergenza abruzzese e del G8 che si è tenuto tra le macerie. Il fatto che la Dalla Chiesa ci tenga a sottolineare la propria serietà non fa che aggravare la situazione: chi sta dall’altra parte dello schermo deve essere messo in condizione di capire se sta guardando un programma informativo o una soap opera, una ricostruzione giornalistica o uno spot elettorale. Tutto il resto è inganno. Tanto è vero, e tanto è illecito, che Articolo21, un’associazione per la difesa della libera informazione, ha presentato un esposto all'Autorità Antritrust e all'Agcom chiedendo «l’apertura di una istruttoria per appurare la dinamica della vicenda, per accertare se non possa configurarsi non solo una grave violazione deontologica, ma anche la violazione delle norme relative alla pubblicità ingannevole e al diritto dei cittadini ad essere informati in modo completo e leale e avendo sempre chiara la distinzione tra informazione e inserzioni a pagamento». 

E Vincenzo Vita, della Commissione di vigilanza, ha commentato l’accaduto rilevando che «quando la realtà e i fatti condannano senza appello il fallimento del Governo e di Berlusconi ecco che, grazie alle sue Tv, la situazione si ribalta. Un fondale e un manipolo di figuranti a pagamento, che recitano le verità scritte a palazzo Chigi, e il gioco è fatto. Ecco che la verità capovolta, il terremoto dell'Aquila diventa un trionfo. Tutto diventa uno scenario dove il monopolista dell'informazione può farla da padrone».

 

Sara Santolini

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