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Portogallo: dopo la crisi di solvibilità, si scommette su quella della liquidità

Come era facile immaginare, semplicemente seguendo l'andamento dell'attualità economica e politica, la situazione del Portogallo sta peggiorando di giorno in giorno. Anzi di ora in ora, visto che da un momento all'altro una dopo l'altra, le varie agenzie di rating, stanno declassando Lisbona. 

Dopo le dimissioni del premier Socrates, dovute al fatto che non era riuscito a far passare in parlamento l'ennesimo e ulteriore tentativo di tagliare la spesa pubblica unitamente al rilascio di misure di austerità, era del tutto evidente che gli speculatori internazionali non avrebbero mollato la presa. Il loro gioco stava funzionando, e il Portogallo veniva spinto ogni giorno di più verso il baratro degli aiuti monetari internazionali. Per intenderci, gli stessi ai quali sono stati obbligati a ricorrere la Grecia e l'Irlanda, con i risultati - fallimentari - che sono sotto gli occhi di tutti.

L'ultima tappa a riguardare il Portogallo, in ordine di tempo, è l'ulteriore taglio operato da Moody's nei riguardi del rating lusitano da A3 a Baa1, dopo che sulla stessa linea era intervenuta anche Standard & Poor's per i debiti a lungo termine.

Il risultato immediato e parziale di tale azione predatoria, naturalmente, è stato lo schizzare verso l'alto del rendimento dei bond portoghesi a medio e lungo termine.

Storia e metodica che conosciamo, non fosse che in questo caso vi è un ulteriore aspetto molto preoccupante. 

Prima i numeri. I titoli decennali ora rendono, si fa per dire, l'8.86%, cioè quasi il 9, ovvero 552 punti, per l'esattezza, in più rispetto ai titoli di Stato tedeschi che sono considerati quelli più sicuri dell'eurozona. Tale valore di spread non era mai stato così alto sin dalla introduzione dell'Euro stesso (inizio 1999). Ma attenzione, e veniamo al secondo dato: il rendimento dei titoli di Stato a 5 anni ha raggiunto addirittura il tasso di oltre il 10%. Una follia matematica, come si evince, ma soprattutto un campanello d'allarme decisamente forte, come accennavamo poc'anzi.

Il fatto che sia più alto il rendimento per i titoli a cinque anni rispetto a quelli a dieci anni, significa immancabilmente una cosa: il mercato non "teme" più solo una crisi di solvibilità ma anche una di liquidità vera e propria.

Beninteso, il termine "teme" è un eufemismo, come sappiamo, visto che, ad esempio, lo stesso mercato - spesso i medesimi operatori, pardon, speculatori - da un lato acquistano titoli con rendimenti così alti e dall'altro infuriano con i Credit Default Swap, ovvero le scommesse sul fallimento del medesimo Stato.

Il tutto, ribadiamo, per spingere il Portogallo verso l'imposizione di richiedere denaro al Fondo Monetario Internazionale, a tassi usurai, ovviamente. Con il risultato, a quel punto, di avere in casa dei titoli di Stato da onorare a tassi altissimi, oltre a dover pagare degli interessi enormi alla finanza internazionale per l'aiuto ricevuto, con le conseguenze che già conosciamo e che stanno vivendo, per un meccanismo molto simile, i popoli di Grecia e Irlanda. Ovvero per non risolvere nulla, anzi peggiorare la situazione.

 

Valerio Lo Monaco

Secondo i quotidiani del 07/04/2011

Al limitare del baratro: la finanza spinge, il Portogallo resiste