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L'FMI ci prende per i fondelli?

Il Fondo Monetario Internazionale ci mette in guardia sulla possibilità di problemi che esso stesso contribuisce, tra gli altri, a creare. Il rischio, secondo il suo rapporto regionale dedicato all'Europa, risiede nel contagio del debito sovrano tra i vari paesi.

Sappiamo già che in Europa siamo di fronte a un pantano: tutti sono indebitati con tutti, chi molto di più, chi meno, e che gli stessi paesi che vantano crediti, direttamente o attraverso delle Banche locali, sono a serio rischio di rimanere con nulla in mano se un Paese o un altro dichiareranno default (il caso greco è quello che al momento sembra essere più indiziato).

Il Fondo prevede, per quest'anno, una ulteriore frenata del Pil della Grecia - ciò non gli impedisce, però, di opporsi a una ristrutturazione del debito di Atene, naturalmente - e del Portogallo. Sempre secondo questo documento il tasso di crescita sarà dell'1.6% nel 2011 e dell'1.8% nel 2012. E si tratta, ovviamente, solo di previsioni.

Secondo l'FMI, pertanto, gli Stati europei devono intraprendere "azioni decise" per combattere la crisi del debito e ripristinare la fiducia. Tale fiducia, va sottolineato, è relativa a quella dei consumatori, in modo da farli spendere, creando oltre al debito pubblico anche il debito privato: difficile immaginare un comportamento più ipocrita.

Per quanto attiene l'Italia, nello specifico, c'è una sorta di promozione per l'azione intrapresa dal governo e per il consolidamento del bilancio, anche se, si aggiunge nel documento, la crescita resta "cronicamente debole". Per questo, prosegue - naturalmente... - servono azioni "decisive  per evitare un altro decennio di stagnazione".

Tali azioni decisive sappiamo bene a cosa si riferiscano.

Il punto da mettere a fuoco è sin troppo semplice, e non si capisce (o si capisce benissimo) il motivo per il quale i media di massa non riescano a comunicarlo a dovere a tutti i cittadini, come deontologia professionale e correttezza intellettuale vuole: dato che è il Fondo Monetario Internazionale a concorrere (per l'Europa insieme alla BCE e per il resto del mondo insieme ad agenzie di rating e Banche di affari) alla crescita esponenziale del debito pubblico dei vari paesi, mediante tagli di rating, imposizione di prestiti con tassi usurai e spinta a politiche economiche invalidanti per i popoli stessi, quale potrebbe essere una coerente reazione, nei confronti dell'FMI, che un popolo di un Paese europeo sovrano dovrebbe adottare?

 

Valerio Lo Monaco


Secondo i quotidiani del 13/05/2011

Un terremoto di idiozia