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E l’elettrice querela Silvio

Chi di spada ferisce, di spada perisce. E la lingua, è noto, uccide più della spada. Non si tratta di una gara di massime, ma di quello che sta accadendo al Presidente del Consiglio, querelato da una privata cittadina della provincia di Cremona. 

Silvio Berlusconi ha fatto negli anni delle querele la sua minaccia più nota. Ha querelato proprio tutti: deputati, giornalisti e giornali, trasmissioni televisive, privati cittadini, editori e autori di libri sulla sua vita e le sue fortune. Ogni volta, secondo lui, avevano detto qualcosa che non andava, si erano spinti troppo oltre con le congetture, avevano pubblicato quello che non dovevano. Ogni volta al Silvio nazionale bastava che i media dessero la notizia della sua “ira funesta”: che poi la causa la perdesse o no era secondario, visto che i giornali non trovavano interessante seguire l’epilogo di tutte le sue beghe e che se la notizia non c’è, il fatto non esiste. Intanto, però, Berlusconi aveva guadagnato qualche riga nella quale la presentazione della querela sembrava suggerire la legittimità della stessa e l’idea che la legge fosse dalla sua parte.

Stavolta, invece, c’è da scommettere che il Premier farà di tutto per vincere, affinché in questo caso i media ne parlino a dovere. Anche perché se gli elettori di destra e di sinistra, del Nord e del Sud, potessero chiedere e ottenere un risarcimento da lui per ogni volta che ha pronunciato parole insultanti o diffamatorie sugli italiani e sull’Italia, il Premier avrebbe ben da temere per le sue pur floride finanze. La vicenda prende le mosse dalla querela presentata da una donna settantacinquenne - definita “anziana” mentre il Premier, che ha la sua stessa età, non viene mai appellato in questo modo - contro le parole di Berlusconi a Porta a Porta a proposito dei ballottaggi. «Chi vota per la sinistra è senza cervello» aveva detto infatti il leader del Pdl durante la trasmissione di Bruno Vespa. 

La signora, che presumibilmente ma non necessariamente vota a sinistra, l’ha preso alla lettera e ha deciso di adire le vie legali. «Querelo il signor Silvio Berlusconi mio presidente del consiglio» ha scritto nella denuncia «in quanto viviamo in una società democratica, dove ciascuno deve poter esprimere le proprie idee e le proprie volontà senza venire attaccato oppure offeso da chi dovrebbe invece rappresentare la pace e la libertà di pensiero». Forse non sa che a breve verrà seguita di nascosto da cronisti senza scrupoli che la ritrarranno con i bigodini e le calze azzurre, e che sbatteranno la sua foto sui giornali tanto utili per prendersi gioco della vita privata delle sue vittime, nonché dell’intelligenza dei loro lettori. Non ha idea che andranno a scavare nella sua vita, al fine di poter dire che una signora “qualunque” non ha la dignità morale per poter querelare un uomo col toupet trapiantato sulla testa e il cerone anche sulle orecchie.

«Sono una donna libera e libera voglio rimanere, senza essere condizionata da nessuno» ha invece dichiarato lei, rischiando del suo. «Voglio rispetto da parte di chi è preposto a difendere tutto questo. La frase secondo cui chi vota a sinistra è senza cervello è veramente infelice. Come cittadina italiana mi sento offesa perché questa frase è uno schiaffo alla democrazia e alla libertà di pensiero».

Sara Santolini

 

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