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La Grecia sprofonda e i tassi di interesse aumentano (presto) per tutti

Inviare denaro a un Paese fallito, e allo stesso tempo imporre misure che non fanno altro che peggiorare la situazione economica che invece dovrebbe servire a permettere ai cittadini di ripagare il denaro ricevuto, equivale unicamente a prendere tempo. Continuare a dare denaro a un Paese di fatto fermo, equivale a gettarlo in un buco nero senza ritorno. Se ne stanno accorgendo tutti, dalle parti della zona Euro, e riguardo alla situazione in Grecia. Si parla infatti di una nuova grande emergenza. Il che era, anche solo dal punto di vista numerico, facile da aspettarsi.

Dal punto di vista sociale, poi, la situazione è degenerata: i cittadini lasciano non pagati bollette e mutui, e cercano di vendere ciò che hanno senza che alcuno possa acquistare. I cittadini greci sanno che l'Fmi vuole che entro il 2019 lo stato sociale abbia a disposizione non oltre il 30% delle risorse (contro il 42% circa della media europea): in pratica la stessa disponibilità di un tipico Paese africano. Anche gli ospedali pubblici, per dirne una, sono in forte crisi: si paga per le visite, ai medici non sono pagati gli straordinari e lo Stato da mesi non paga più i fornitori. Naturalmente ci sono licenziamenti a catena e i giusti e comprensibili scioperi in ogni dove minano anche il settore del turismo, che da sempre, in Grecia, trainava l'economia locale.

Insomma il disastro continua. In questa situazione non è (non è più) ovviamente un mistero che la volontà di tornare alla Dracma e mandare a quel paese Fmi e Ue, con speculatori inclusi, inizi a essere molto di più che una semplice provocazione. Si tratta, come abbiamo scritto spesso, dell'unica possibile via di uscita, sebbene lunga e dolorosa, per poter tornare poi a rivedere la luce. A patto che da quel momento a battere moneta sia lo Stato, ovvero i cittadini stessi, e non un ente terzo, di natura privata, qualunque esso possa essere.

Ma non ci vorrà molto per vedere che fine farà questa storia, o quanto meno per vedere che corso prenderà. Per ora, la situazione è questa. Disastrosa. 

Per quanto riguarda il resto dell'Europa tutta, invece, alcuni Paesi viaggiano risolutamente sulla stessa strada, e altri stanno per essere messi nelle condizioni di seguirli.

Chiudiamo infatti la settimana con una notizia che era naturalmente aspettata, anche se molti, al solito, preferiscono fare finta di nulla e "sperare" in un futuro diverso da quello che - aritmeticamente - sarà: la BCE sta iniziando a preparare il terreno, dal punto di vista della comunicazione, per il prossimo imminente aumento ulteriore dei tassi di interesse.

Secondo Trichet i "prezzi sono ancora caldi", nel senso che l'inflazione, sotto la spinta del rincaro delle materie prime, dei carburanti e del settore alimentare, continua imperterrita a salire.

È un "regalo", tra le altre cose, della politica monetaria della Fed americana: ha stampato moneta e immesso liquidità così pesante sui mercati che adesso si deve rastrellare altrove. Un sistema per far pagare al mondo intero i problemi interni degli Usa. 

E infatti, stiamo pagando tutti. Trichet, senza mezzi termini, ha dichiarato che "potrebbe esserci un rialzo dei tassi al prossimo consiglio". Ovvero a luglio. Su quel "potrebbe" lasciamo a ogni lettore l'opportunità di riflettere.

Per ora il costo del denaro è all'1.25% (ed Ezra Pound, sentendo parlare di denaro come merce si starà rigirando nella tomba), in Estate si vedrà. 

Dunque da una parte la Banca Centrale Europea è contraria nella maniera più assoluta a qualsiasi tipo di soluzione per la Grecia che comporti una ristrutturazione, dall'altro lato si "impegna" a controllare l'inflazione alzando i tassi di interesse. 

Il tutto, ovviamente, è a favore delle Banche e a sfavore dei cittadini. Ma naturalmente, vallo a raccontare, alla massa degli europei, che la BCE è una azienda privata e che pertanto persegue unicamente gli interessi dei suoi azionisti…

In Grecia se ne sono accorti. Con le lacrime e il sangue. E infatti stanno cercando la soluzione. Da noi invece dormiamo ancora sonni beati mentre ci succhiano la vita e il futuro dalle vene.

 

Valerio Lo Monaco 

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