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Atene: Parlamento sotto assedio. E l'Europa è tutta in bilico

La notizia è un'altra, ma andiamo per ordine: ad Atene sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone per manifestare direttamente contro il governo in carica.

Trovate le notizie su tutti i quotidiani e i siti di informazione, anche se nessuno di questi ha dato il giusto risalto a quello che rappresenta il vero atto di cronaca per capire quanto Ue, BCE ed Fmi stanno facendo dei Paesi europei. Per intendersi, il "colosso" editoriale de La Repubblica, nella sua webTv non ha fatto altro che fare quello che qui al Ribelle, con i mezzi evidentemente più modesti, abbiamo cercato di fare: trovare un canale indipendente in streaming e mandarlo in onda anche sul nostro sito. Su quello del quotidiano di Roma, invece, si parla del ridicolo comportamento di Brunetta. Beninteso, la cosa va sottolineata, il modo con il quale ha trattato i precari è lo specchio di come questo governo sia del tutto scollato dalla realtà del nostro Paese, e di come, di fatto, se ne infischi. Ma insomma quanto sta avvenendo ad Atene, converrete, ha una portata ben diversa.

Le agenzie di rating hanno infatti ulteriormente declassato la Grecia, classificandola di fatto agli ultimi posti del mondo intero. Il che significa, grossomodo, che nessuno crede più a una ripresa economica di Atene. Standard & Poors ha classificato la Grecia con la tripla CCC, e direttamente molte Banche con sede in Grecia. A confermare questo, sta impazzando di nuovo e ulteriormente il mercato del Credit Default Swap sulla Grecia, ovvero si inizia a scommettere davvero forte sulla caduta dello Stato ellenico. Per rendersi conto della situazione basta guardare i dati. Anche senza essere economisti, si capisce subito che la situazione è definitivamente - definitivamente - degenerata: il rendimento dei titoli di stato a 2 anni è arrivato al 26.51%, quello a 5 anni al 19.24% e quello a 10 anni al 17.55%. Lo spread tra i titoli di stato della Grecia e quelli tedeschi ha raggiunto il 15%.

I cittadini scendono dunque in piazza chiedendo una cosa precisa: che il governo passi dalla parte del popolo e non continui a fare gli interessi della Ue, della BCE e dell'Fmi. 

Inevitabili gli scontri, fuori dal fortino del Parlamento protetto da muri di cinta e forze dell'ordine: addirittura le cronache parlano di deputati arrivati "al lavoro" in elicottero. Insomma, fuori di metafora, siamo agli stracci. Non è solo una situazione che sta peggiorando: è di fatto l'anticamera della guerra civile. Con buona ragione di causa, naturalmente. E quelli in piazza non sono facinorosi, anche se ovviamente, qualche infiltrato, come in tutte le manifestazioni del mondo, c'è: qui si tratta di cittadini. Nella culla della democrazia, dunque, i cittadini provano a riprendersi ciò che è loro, la sovranità.

Ad ogni modo la cronaca - di battaglia - cambia di ora in ora.

E lo stesso avviene in tante parti d'Europa: a Barcellona, ad esempio, sempre in queste ore, gli Idignados stanno assediando il Parlamento.

Una cosa è certa: se la protesta popolare cresce in tanti Paesi, e l'obiettivo è il medesimo, qualcosa, sul serio, sta accadendo.

Perché nello stesso tempo in cui non si capisce cosa altro potrebbe accadere ai cittadini, da tutte le parti ufficiali arrivano dinieghi assoluti sia riguardo l'ipotesi che la Grecia esca dall'Euro sia anche alla possibilità di una rinegoziazione del debito.

Dunque la situazione è in stallo, e in posizione critica, per giunta.

Ma la notizia più importante, abbiamo scritto in apertura, è un'altra. Ovvero quella in grado di far capire al volo - per chi voglia capire - due cose. La prima: perché tutti negano la possibilità che la Grecia possa uscire dall'Euro o rinegoziare il debito. La seconda: quanto le sorti della Grecia siano importanti per capire quelle dell'Europa intera. E dunque anche dell'Italia. Abbiamo detto, durante l'ultima puntata di questa stagione di Noi Nel Mezzo, di tenere d'occhio, nei prossimi imminenti mesi, tra le altre poche cose proprio quanto avverrà in Grecia e nei Paesi a rischio della zona Euro. Puntuale arrivano fatti di peso proprio da uno di questi ambiti.

Allora il punto è che un'altra agenzia di rating, nello specifico Moody's, ha messo decisamente sotto tiro le Banche di altri Paesi europei - in questo caso la Francia - minacciando loro una bocciatura in quanto troppo esposte nei confronti della Grecia stessa. 

Moody's per ora ha "allertato" Bnp Paribas, Societé Generale e Credit Agricole, in quando i crediti vantati da queste Banche nei confronti del settore pubblico e privato in Grecia sono elevatissimi, e vi è "incoerenza fra l'impatto di un potenziale default o ristrutturazione in Grecia e gli attuali rating''.

Una notizia che è, ed era da tempo, nell'ordine delle cose, ma che sino a ora tardava ad arrivare. Da questo momento però non è possibile più tacere, neanche per le agenzie di rating e i mercati, sul futuro dell'Europa collegato al default greco.

Sintesi: la Grecia, che è fallita, non può fallire perché altrimenti falliscono gli altri Stati a essa collegati per via dei crediti. Ma siccome non si vede all'orizzonte il metodo per non farla fallire, considerando come la stanno trattando Ue, BCE e Fmi, oltre alle agenzie di rating stesse e agli speculatori internazionali, la domanda - rivelatrice - è la seguente: quanto ci vorrà perché il fallimento inevitabile della Grecia finisca per impegnare anche il resto d'Europa?

 

Valerio Lo Monaco

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