Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Titoli di stato italiani oltre il 5%

I primi rumors, di ormai qualche giorno addietro, parlavano già, dagli Usa, di un possibile downgrade dell'Italia da parte delle solite agenzie di rating: il motivo sarebbe il debito sovrano, che nel nostro Paese, come sappiamo, è decisamente alto.

Non solo, il nostro debito è in costante aumento e non vi sono al momento le condizioni necessarie per una possibile inversione di tendenza. Il ministro Tremonti, come abbiamo visto giorni addietro, sta "raschiando il barile", e sono in molti - tra i quali noi - a prevedere una manovra correttiva al fine di tamponare la salita inesorabile del nostro debito. 

Il motivo è facile da capire: in una situazione in cui non si prevedono soluzioni di lungo termine, ma invece nella quale tutti gli indicatori vanno verso un peggioramento dei conti, i normali flussi di cassa del nostro Stato non sono, né saranno in grado, di far diminuire il debito pubblico. A questo punto, pertanto, l'unica strada percorribile è quella di inventarsi qualcosa che possa, temporaneamente, e in modo affatto risolutivo, calmare la situazione.

Ad ogni modo, sino a che il debito sarà sovrano, ma la moneta no, c sarà poco da fare.

Da qui i rumors che, in ogni caso, prima o poi si confermeranno (del che, naturalmente, vi daremo conto). Ma da qui anche l'inesorabilità delle prossime manovre che riguarderanno tutti gli italiani.

Non bastasse questo, e malgrado il fatto che per il momento non vi sono stati tagli da parte delle agenzie di rating, c'è comunuque un dato molto importante da rilevare e da tenere in considerazione: al momento nel quale scriviamo il rendimento dei nostri titoli decennali ha oltrepassato la soglia del 5%. 

Il che, anche dal punto di vista psicologico, è indicativo. Lo spread tra il nostro Btp e i Bund tedeschi di riferimento, sale a 221.6 punti base. Ciò significa che gli investitori - investitori si fa per dire - per acquistare un nostro titolo al posto di un titolo tedesco, richiedono un premio superiore di, appunto, 221 e rotti punti base.

Occhio: dal nostro ingresso nell'Euro, al massimo eravamo arrivati ad avere uno spread di 216 punti. E ora lo abbiamo superato.

La parabola è nota: salgono gli interessi sui titoli, magari poi le agenzie di rating ci declassano e a quel punto i rendimenti salgono ancora. Il nostro debito aumenta a dismisura e si entra a pieno titolo nel circolo vizioso che conduce al default.

Insomma: iniziamo a entrare nell'occhio del ciclone.

 

Red

No Tav: quelli che hanno capito

La Casta limerà gli sprechi