Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Referendum: Governo ed ENEL: ultimi trucchi (2)

Il governo non si rassegna. Non bastano le firme raccolte per l’indizione del referendum sul nucleare, segno che la cittadinanza vuole esprimersi in merito. Non basta la sentenza della Corte di Cassazione, che ha polverizzato il tentativo di scippo attraverso il decreto “omnibus”. Ora l’Avvocatura dello Stato, su ordine del ministro Romani, ha depositato una memoria presso la Corte Costituzionale affinché giudichi inammissibile la richiesta di referendum riformulata dalla Cassazione, che invece di attenersi a valutazioni formali sui requisiti di ammissibilità, sarebbe entrata nella “sostanza”, oltrepassando i limiti della propria competenza.

Un’iniziativa cavillosa, un tentativo disperato, l’ultimo possibile, per bloccare il referendum sul nucleare, che toglie il sonno a Berlusconi e alla maggioranza, per i motivi che spesso abbiamo spiegato in queste pagine, più una: la trasversalità. Sul tema, partiti e leader si sono riposizionati, a livello locale e nazionale, secondo schemi del tutto diversi da quello maggioranza-opposizione a cui siamo abituati. La Lega, ad esempio, è tendenzialmente contro il nucleare, nell’ottica di una difesa dei territori che governa, alcuni dei quali sono gli unici poco sismici in Italia, dunque i più papabili per l’installazione di una centrale.

Insomma, il rischio di un ampio superamento del quorum è altissimo, e il governo tenta il tutto per tutto, appendendosi a sofismi legulei, ipotizzando addirittura che la Cassazione, con la sua sentenza, abbia mutato la natura del referendum da abrogativo a consultivo-propositivo. In sostanza l’Alta corte è accusata di aver emesso una sentenza politica, più che giuridica. E per questo è partito il ricorso alla Consulta, che si prevede darà il proprio parere domani. Casualmente, giusto il giorno dopo l’elezione del suo nuovo presidente, Alfonso Quaranta, in quota al centro-destra.

L’iniziativa del governo delinea una deriva schizofrenica, o manipolatoria, dell’intero esecutivo. Mentre infatti si fa partire il ricorso presso la Corte Costituzionale, Berlusconi e i suoi vanno in giro per TV e giornali giurando di voler rispettare il verdetto popolare sui referendum. «Se i cittadini non vorranno il nucleare», sta dicendo Berlusconi a reti unificate, «il governo ne prenderà atto». Ma intanto, con l’altra mano, tenta un altro scippo. Inevitabile che, in questi termini, venga a crearsi un clima teso, sia a livello istituzionale, sia nell’opinione pubblica, oggetto in questi giorni di una disinformazione sul tema vicina al parossismo, grazie alle ospitate frequenti di personaggi filonuclearisti al limite della macchietta (il non plus ultra è il “prof.” Franco Battaglia), ma che prendono pubblicamente posizioni che generano scalpore, quindi audience, facendo felici gli inserzionisti delle varie trasmissioni.

E allo stato di tensione ha deciso di contribuire anche l’ENEL, una delle realtà private più interessate al business del nucleare nostrano. Venerdì scorso la società ha denunciato il furto di un computer portatile aziendale assegnato a una dipendente. Il fatto sarebbe accaduto presso la sede ENEL di Tor di Quinto, nella notte tra il primo e il 2 giugno, e rappresenterebbe un fatto grave perché il laptop pare conservasse informazioni riservate sull’individuazione dei siti italiani delle nuove centrali nucleari che il governo vorrebbe installare.

L’ENEL non si è fatta sfuggire l’occasione, e ha dichiarato: «è davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria». Un’allusione nemmeno troppo larvata. Un po’ come quando negli anni ’70 i servizi segreti facevano stragi con le bombe per dare la colpa alla sovversione di sinistra e generare un rafforzamento di governi di centro-destra. Oggi le bombe sono più che altro nella comunicazione, e va già bene, ma il cinismo è lo stesso. Così come l’idiozia di fondo.

Sì, perché il fronte ambientalista e antinuclearista ha risposto subito dicendo che già da tempo quello dei siti era un segreto di Pulcinella, dunque non c’era alcun bisogno di rubare il laptop di una dipendente ENEL per conoscerli. Ma nessuno ha fatto notare altri due elementi non da poco. Anzitutto è a dir poco irresponsabile archiviare informazioni importanti e segrete in un portatile qualunque assegnato a una dipendente qualunque. Ma soprattutto è irresponsabile, se era così prezioso, conservare quello stesso portatile in modo così superficiale da consentirne il furto. E, va ricordato, a conservarlo era quella stessa azienda che si candida a gestire in sicurezza le nuove centrali nucleari italiane. Se il buon giorno si vede dal mattino, c’è una ragione in più per andare a votare (sì) il 12 e 13 giugno. 

 

Davide Stasi 

Lasciate che i bambini vengano a Facebook

Referendum: la speculazione del Pd (1)