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Un grillino piccolo piccolo

Sconcertanti dichiarazioni di Mattia Calise, candidato del Movimento 5 Stelle a Milano. Ad appena vent’anni, e alla sua prima elezione, il giovanotto sembra già perfettamente inserito nelle logiche a scartamento ridotto del bipolarismo. E invece di scagliarsi contro il sistema, preannuncia che «vigilerà»sugli impegni di Pisapia

di Alessio Mannino

Fa bene il Fatto Quotidiano a seguire i passi del movimento di Beppe Grillo. Così finisce anche sulla grande stampa quello che sa chiunque si addentri solo un poco nell’universo umano dei “grillini”. E cioè che, pur dicendosi in buona fede estranei all’intero sistema politico, i seguaci del comico-guru genovese patiscono una imbarazzante dipendenza nemmeno ideologica, ma direi psicologica, nei confronti della sinistra. 

Imbarazzante perché la “base” grillista in questo modo smentisce colui che, al di là della retorica egualitaria della rete web, è il suo indiscusso punto di riferimento sui contenuti. Beppe sbraita – e fa bene – contro la faccia presentabile e accomodante della casta, contro il Pdmenoelle, contro Vendola l’amichetto della Marcegaglia e di Don Verzé, contro De Magistris e Di Pietro incistati nel palazzo, e i suoi ragazzi, quelli che hanno prodotto (beninteso sotto la sua sapiente regia) il programma delle 5 Stelle, che ti fanno? Ti sconfessano mostrando una malcelata simpatia per l’eroe rosso del momento, il neo-sindaco milanese Pisapia (“Pisapippa”, secondo Grillo). Lui, lo scapigliato sessantenne, si sta dimostrando coerente andando sempre più in fondo nella requisitoria contro il blocco di potere unico destra-sinistra. Loro, i giovani che dovrebbero bruciare di bollenti spiriti, mordono il freno, fanno i moderati, pendono da quella parte lì.

Certo, quella è la parte da dove arrivano, ad esempio, i due candidati sindaci di Grillo a Bologna e Milano. Ed è stato proprio il suo giovanissimo consigliere comunale nel capoluogo lombardo a rilasciare un’intervista al quotidiano di Travaglio e Padellaro in cui Beppe ci fa la figura del vecchio zio che dice troppe parolacce (2 giugno 2011). Mattia Calise, 20 anni, comincia con un’affermazione micidiale: «Lui (Grillo, ndr) è fatto così, ma quello che scrive sul blog va distinto dai contenuti, che sono seri». Come? I post quotidiani in cui il capo del movimento dice la sua sarebbero non seri, ovvero da non prendere seriamente in considerazione? A parte il fatto che la ricchezza del fenomeno grillesco, da un punto di vista politico, sta proprio nella quotidiana attività di controinformazione e formazione delle coscienze praticata da anni sul sito, dire una cosa del genere significa che finora loro stessi, i lettori-militanti, hanno dato retta a un signore che scrive quello che gli passa per la capa, insomma sono stati degli sprovveduti creduloni. Prima che assestare una critica vagamente offensiva verso l’anima del movimento, si danno da soli una martellata alla propria credibilità. 

Ma non è finita qui. All’intervistatore che gli fa notare la protesta dei simpatizzanti contro la furia  bipartisan di Beppe, il giovin Calise dichiara, bello come il sole: «Comunque la nostra idea è scegliere il candidato migliore al primo turno, e il meno peggio al ballottaggio». E per fortuna che qualche riga sopra aveva detto che loro, i grillini, sono l’alternativa ai partiti. Un’alternativa che però si adatta all’alternanza, al menopeggismo più volte esecrato sul blog-quartier generale in quanto perverso artificio del ricatto bipolarista. Per finire, a domanda su come svolgerà il suo ruolo in consiglio comunale, il giudizioso Mattia fa un annuncio che più scialbo e ammosciante non potrebbe essere: «Vigilerò sull’Expo, sugli inceneritori, sulla riduzione degli stipendi dei politici a Palazzo Marino». Wow. Praticamente farà da guardiano alle promesse del vincitore di centrosinistra. Una specie di grillo parlante. O di osservatore notarile. Ma questo non è fare opposizione. È mettersi al rimorchio di chi governa. Per essere alternativi bisognerebbe, come dice la parola stessa, fornire altre soluzioni, altre prospettive, altre idee. Non “vigilare” sul tuo avversario stando attenti a che metta in atto le sue soluzioni, le sue idee. 

Beppe, ma glielo vuoi spiegare tu a ‘sti ragazzi che sembrano cresciuti a pane e Pd, che dovrebbero fare gli anti-sistema? Andiamo bene. Andiamo proprio bene…

Alessio Mannino

 

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