Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La manovra non basta. I mercati vanno giù (e gli italiani con essi)

Come volevasi dimostrare. I mercati se ne infischiano dei tagli fatti dalla nostra Casta ai sudditi italiani.

Lo avevamo già scritto giorni addietro, prima della calma apparente del fine settimana con le Borse chiuse e dunque prima di oggi, giornata che molti aspettavano al cardiopalma per vedere se le lacrime e il sangue degli italiani sarebbero serviti a ridurre la pressione della speculazione sul nostro Paese.

Ne parleremo a lungo, domani alle 16 e 30 in diretta audio/video, proprio qui sul sito del Ribelle.

Per ora valga la pena registrare i meri dati, che di questo si tratta, almeno fino a che non si capisce, un istante dopo averli letti, quali siano le conseguenze dirette, e reali, sui noi cittadini di questo ridicolo Paese quale è diventato.

Dunque, al momento in cui scriviamo, tanto per cambiare, lo spread dei nostri Btp rispetto ai Bund tedeschi è salito a 330 punti (il record negativo di 287 di una settimana fa, dichiarato, giustamente, come catastrofico, è già solo un lontano ricordo). I nostri Titoli a 10 anni, per essere precisi, sono alla soglia del 6% di rendimento.

Beninteso, tutte le Borse d'Europa sono negative, ma Milano, in particolare, è maglia nera. Secondo l'ultimo dispaccio dell'Ansa le Borse europee perdono quota in scia alle vendite che stanno colpendo i bancari. L'indice paneuropeo, Stoxx 600, cede lo 0,34%, mentre a fare peggio sono il comparto del credito (Stoxx banks -0,5%) e delle costruzioni (Stoxx construction -0,7%).

I listini inoltre sono tutti in rosso e, come detto, a guidare i ribassi spuntano Milano (-2%  -3,06%) e Parigi (-0,83%), precedute da Francoforte (-0,79%) e Londra (-0,56%). 

In Borsa sono inoltre in forte perdita gli istituti bancari, quelli stessi che avevano "brillantemente" superato gli - ancora una volta: ridicoli - stress test…

Tra i titoli più pesanti ci sono il Credit Suisse che perde il 2,92% e Deutsche Bank, che perde il 2,32 per cento. Nel comparto assicurativo è pesante anche la francese Axa che lascia sul listino di Parigi circa 2,5 punti percentuali.

Insomma, inizia l'ennesima settimana nera. Per tutti: Obama è alle prese con i repubblicani per modificare il tetto del debito Usa (con il rialzo ipocrita dello sforamento) e in Europa i capi di governo si riuniranno Giovedì per la necessità di rafforzare gli interventi in Grecia (operazione, anche in questo caso, ridicola e inutile).

Ma cosa significa soprattutto per l'Italia? 

Primo: la speculazione non demorde e ci azzanna malgrado tutto.

Secondo: la manovra messa in atto non serve a un bel niente, se non a impoverire ulteriormente le tasche delle classi (ex) medie e basse del nostro Paese.

Terzo: serviranno altre manovre, di vario genere. E anche di questo, di cosa aspettarsi, e di come tentare di correre ai ripari, parleremo domani in trasmissione.

Quarto: i rendimenti dei nostri Titoli di Stato sono destinati ulteriormente ad aumentare, il che fa prevedere un incremento ulteriore del debito pubblico.

Quinto: gli italiani, tutti, uno per uno, sono ancora più indebitati di prima, sia in modo diretto, mediante i tagli che sono stati fatti, sia in modo indiretto, ovvero in conseguenza del debito pubblico del nostro Paese che ovviamente va suddiviso aritmeticamente - ma non lo è equamente - tra ognuno di noi. 

"Non equamente" per un motivo molto semplice: essendo una cifra numerica monetarie uguale per tutti - al momento circa 32 mila euro a testa ma presto, in virtù degli ultimi sviluppi, grossomodo attorno ai 35 mila - la cosa incide in maniera infinitesimale sulla upper class economica, ma in maniera determinante (in qualche caso finale) su classi medie e basse. Ovvero sul 98% di noi.

Ultimo significato dei dati di oggi: sprofondiamo inesorabilmente ogni minuto di più nella spirale che ha portato alla realtà di oggi nei Paesi come Grecia, Irlanda e Portogallo. Con l'ulteriore conseguenza - dagli effetti imprevedibili - che crollando l'Italia, certamente non resterà in piedi l'Unione Europea e l'Euro così come li conosciamo oggi.

Sarà una lunga Estate, ma soprattutto, anche durante l'Autunno e l'Inverno, vedremo, la temperatura non cesserà di aumentare.

 

Valerio Lo Monaco

Napoli: rifiuti all’estero

I mosconi di Murdoch. Nella fogna del gossip