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Polverini in elicottero: ingolfati nel traffico tutti gli altri. Tra cui quelli che la hanno votata

Al solito, i benefici della politica con una alzata di spalle dei diretti interessati. Che non hanno colpa - miseri che sono. La responsabilità è - ancora e come sempre - di chi li vota.

di Sara Santolini

Il fatto che la Polverini abbia usato un elicottero della Protezione Civile regionale per recarsi alla "festa del peperoncino" di Rieti - ironia della sorte, subito dopo aver partecipato a un vertice sui costi della politica - non è passato inosservato (tranne che per il Tg1 di Minzolini, che ha taciuto del tutto la cosa). 

Il mezzo antincendio incriminato sarebbe un elicottero della Heliwest, una società che fornisce alla Protezione civile della Regione Lazio sei elicotteri per lo spegnimento degli incendi boschivi. Quello utilizzato dalla Polverini sarebbe l'unico con l'autorizzazione a volare sui centri abitati. 

I Verdi per primi si sono chiesti: «Quale credibilità ha la Polverini a parlare di costi della politica se, dopo aver annunciato possibili provvedimenti, è andata in elicottero a Rieti?». La situazione è al limite dell’ironia, se si pensa che inoltre la Presidente, usando un elicottero antincendio per andare a inaugurare niente meno che la Fiera mondiale del peperoncino insieme al ministro per le Attività Produttive Paolo Romani, ha senz’altro fornito del buono e sostanzioso materiale per una battuta da cabaret. Che risulterebbe addirittura divertente, se il fatto in sé non aprisse una serie di riflessioni sugli usi e costumi - sempre gli stessi - del mondo politico. 

Per la Presidente della Regione Lazio, infatti, «Non c'è nulla da spiegare». Anzi, c’è da rispondere in malo modo al giornalista, nella fattispecie un inviato de il Fatto Quotidiano, che le chiede conto del viaggio in elicottero che l’ha portata da Roma a Rieti.

Eppure, sarebbe bastato spiegare i motivi della necessarietà del volo, che la Polverini evidentemente reputa chiari, piuttosto che un indignato «Da parte mia non c'è stato nessun uso improprio. Se volete vi mostrerò tutti gli elicotteri che i presidenti di questa Regione hanno preso, con le relative spese e anche altre voci». Insomma, “così fan tutti” e non c’è, non fosse altro per questo, nessun motivo di alzare un polverone. 

I costi della politica, però, in questo modo non diminuiranno mai. Se saranno le caste politiche a doversene occupare ne faranno presumibilmente un mezzo di propaganda elettorale, che ha tutti i limiti della temporaneità e dell’evidenza che si traduce subito in un nulla di fatto. Basteranno le parole, qualche punto percentuale in meno su voci marginali, la cui notizia sarà ben diffusa sugli organi di stampa, a calmare gli animi e fare in modo che tutto continui ad essere uguale, dagli stipendi ai rimborsi spese, che il Paese debba confrontarsi con la crisi economica o meno. 

D’altra parte l’unica cosa che il governo sta facendo è aumentare il computo dei miliardi di euro da rastrellare dalle tasche degli italiani per cercare pagare un debito pubblico inarrestabile, null’altro. Non esiste un progetto a lungo termine né una strategia che parta da una visione d’insieme dei problemi del nostro sistema Paese, dove non c’è alcuna intenzione reale di dare una svolta al costume parlamentare, né di sostituire alle promesse elettorali e alle beghe tra partiti la trasparenza di cui si avrebbe bisogno.

Sorvoliamo, naturalmente, su chi invece vota per personaggi di questo tipo, di una parte o dell'altra che siano.

Se, dunque, tornando al caso Polverini, la possibilità di utilizzare i mezzi per voli istituzionali, dunque diversi dall’emergenza incendio, fosse interna al contratto stipulato tra la Regione Lazio e la Heliwest, e dunque “compresa nel prezzo”, tutto sommato, almeno fino al suo rinnovo, non ci sarebbe nulla da ridire. Ma nessuno si è pronunciato in proposito, nel mettere nero su bianco i costi sostenuti o meno dalla Regione per un volo che poteva essere tranquillamente sostituito da uno spostamento in macchina. 

Sara Santolini 

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