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Pristina minaccia repressione

Le autorità di Pristina minacciano di ricorrere alla violenza contro i civili serbi che hanno bloccato i check point con la Serbia a seguito della decisione kossovara di dispiegare polizia e dogana su un confine che non è, ancora, tale.

Le autorità kossovare hanno dichiarato al proposito che “se la pressione di Bruxelles su Belgrado non porta a dei risultati", dovrà coordinarsi "con la missione Kfor ed Eulex, per permettere la libera circolazione delle persone”: libera circolazione di persone e merci, che le forze doganali intendevano impedire mentre i serbi, maggioranza etnica nel settore, volevano mantenere aperta.

La dichiarazione implica anche che le forze di pace nel Kossovo non sono lì per tutelare la popolazione civile ed impedire pulizie etniche, ma per favorirle, com’è già avvenuto nel resto della regione, e permettere il consolidamento del regime di Pristina, illegalmente costituitosi.

La situazione nel nord Kossovo serbo, insomma, rischia di precipitare, ma questa volta la vita dei civili inermi non sembra sarà tutelata dalla NATO: la loro unica speranza risiede nel fatto che hanno l’appoggio della Russia di Putin, ben diversa da quella di Eltsin, che gli invasori avevano di fronte quando aggredirono la Serbia.

fm

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