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Via Province e Pareggio di Bilancio in Costituzione, ma i Parlamentari non si toccano

Si è riunito oggi il consiglio dei ministri per ridisegnare l'assetto amministrativo dello Stato, e le norme approvate presenti nel ddl, composto da 8 articoli, comprendono la soppressione delle Province (escludendo Trento e Bolzano) ma - e questo è un punto ancora da chiarire - facendole diventare "città metropolitane".

Ora, al di là di riuscire a capire che cosa voglia dire l'espressione "città metropolitane" (sic) bisogna vedere se in realtà non si tratta di un semplice cambio di nome: si aboliscono Province ma si "creano" le città metropolitane. E le 54 mila poltrone relative, allora, vengono eliminate o no? Questo il punto. Per il resto, nel caso, si tratterebbe di fuffa.

Altra cosa, importante: il consiglio dei ministri ha anche esaminato e approvato il disegno di legge che prevede l'introduzione, nella Costituzione, del vincolo del pareggio di bilancio (già presente in quella tedesca e, da ieri, in quella spagnola, che lo ha votato) ma - attenzione - non si è fatto alcun cenno in merito al taglio del numero dei Deputati e dei Senatori, pur annunciato a varie riprese.

Cosa, quest'ultima, che non solo si ricollega al sospetto che abbiamo accennato in merito alla soppressione delle Province contestuale alla creazione di altre entità, ma anche al fatto che nel varo della manovra di ieri, siano state stralciate tante tra le norme che, seppur in modo modesto, andavano a colpire, in qualche modo, la "casta".

La politica - conferma non necessaria - non si auto-taglia.

(red)

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