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Turchia: sull'aereo materiale bellico, ma non ve lo mostriamo

I turchi hanno naturalmente rinvenuto del materiale militare sull’aereo di linea siriano che hanno dirottato, cosa di cui eravamo certi essendosi la perquisizione svolta con modalità che non hanno propriamente seguito criteri di obiettività. I turchi hanno sequestrato e ispezionato il velivolo senza che nessun altro fosse presente, e si trattasse di un procedimento di polizia giudiziaria su privati qualsiasi giudice invaliderebbe le “prove” così raccolte.

Le autorità turche sostengono di avere trovato del materiale inequivocabilmente a scopo bellico (pare) sia elettronico che di munizionamento (pare): il tutto, però, non viene affatto mostrato. Sia Siria che Russia negano che sull’aereo vi fosse alcunché di militare, in particolare le autorità doganali russe sostengono non vi fosse nulla di sospetto. Ma si sa che esse sono corrotte e conniventi col regime siriano, o almeno questo è il messaggio che deve passare. Così come devono passare le armi contrabbandate e destinate ai ribelli. Anche la logica viene messa in soffitta: per approvvigionare con efficienza la sete di materiali dell’esercito siriano i Russi avrebbero potuto utilizzare ben altri mezzi.

L’unica certezza è che l’ingegnere di volo dell’aereo è stato sequestrato, ammanettato e malmenato, perché non voleva consegnare ai pirati, perché di pirati si tratta, la nota di carico, dove sicuramente sarebbe stato registrato tutto il materiale illegale imbarcato. Non è che gli volevano estorcere informazioni con le buone o con le cattive? O forse è successo mentre cercavano di fargli firmare il documento in cui si attestava che si era trattato di un atterraggio di fortuna e non di un dirottamento? Strano che le sue foto non abbiano fatto un indignato giro del mondo mediatico, come sarebbe avvenuto se gli eventi fossero accaduti a parti invertite.

La crisi siriana degenera sempre di più, con incidenti e provocazioni create ad arte, ma comincia anche a diventare globale, la chiamata in correo della Russia, che si cerca di trasformare nel cattivo assoluto come ai tempi della Guerra fredda, rischia di avere ripercussioni, magari non immediate o direttamente legate al caso Siria, che si faranno sentire nel tempo e alla prima occasione.

È finito il bengodi atlantista del fantoccio Eltsin, e Putin non lascerà che il suo paese venga umiliato, anzi coglierà ogni occasione per umiliare chi vuole essergli nemico, anche quando questa ostilità non è né necessaria né sensata.

(fm)

 

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