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La “pacifica” Svizzera si prepara alla guerra

L’Unione Europea si aggiudica il Nobel per la Pace, ma in Svizzera ci si tiene pronti a usare le armi: preoccupata per la mancanza di pace sociale in UE, la Confederazione ha effettuato esercitazioni su vasta scala per difendersi da una degenerazione della situazione europea.

L’allerta del piccolo, ma efficiente, esercito del popolo svizzero deriva dal timore che negli altri Stati dell’Unione si stia andando incontro a delle sommosse, innescate dal disastro economico, e che i relativi governi non saranno in grado di controllarle, visto che anche le forze dell’ordine sono vittime un ridimensionamento del budget che ne mina l’efficacia.

Verrebbe quasi da pensare che il sistema bancario si stia apprestando a difendere le sue riserve strategiche dall’assalto di frotte di disperati, ma non si può andare oltre la battuta: quello svizzero, essendo un popolo armato dove ogni cittadino-soldato ha il fucile a casa, è fiero e geloso della sua indipendenza. Inoltre è uno dei meno controllabili in Europa dal potere bancario, nonostante sia una delle maggiori sedi banche; o forse proprio per questo.

Resta però un segnale grave quello che arriva dalla Svizzera, che, non dovendo imbonire il popolo con la demagogia della crisi, ha allertato le sue forze armate per prepararle ad una minaccia che considera reale: il collasso dell’Unione Europea. Uno scenario, forse, eccessivamente apocalittico, ma su scala minore è indubbiamente realistico e più vicino di quanto si creda.

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