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Blasfemia. L’Egitto come il Pakistan, o quasi

Il libero Egitto post Primavera si va adeguando agli standard pachistani sulla blasfemia, arrestando due cristiani copti che avrebbero urinato su pagine del Corano. A parte le circostanze non chiare del reato, c’è un piccolo dettaglio che rende ulteriormente odiosa l’azione giudiziaria: i pericolosi criminali, Nabil Nagy Rizk e Mina Nady Farag, hanno, rispettivamente, 10 e 9 anni.

Stando all’accusatore, Sheik Gamal Shamardal, i due avrebbero portato pagine del Corano dietro una moschea per pisciarvi sopra, anche se costui non ha neppure assistito all’atto, limitandosi a riportare la testimonianza di alcuni vicini dei bambini, questo è stato sufficiente per procedere ad arresto ed incriminazione.

Per il prete copto locale, invece, i due ragazzini sarebbero innocenti, e se anche non lo fossero il loro gesto andrebbe visto come una ragazzata, peraltro inconsapevole. Entrambi, infatti, sono analfabeti e avrebbero trovato le pagine nella spazzatura, procedendo alla “profanazione”, se profanazione vi è stata, senza neppure sapere di che cosa si trattava.

Il punto, però, non è se abbiano compiuto scientemente l’atto provocatorio, che secondo l’accusa si inserisce addirittura in un piano internazionale teso a suscitare disordini religiosi, ma il fatto che in Egitto si sta assistendo ad una deriva islamista, al limite della paranoia, totalmente in contrasto con quanto si era voluto credere, o far credere, sulla Primavera araba.

Un segnale di moderazione, almeno rispetto agli assurdi standard pachistani, è arrivato però dal presidente Morsi, che ha dato istruzione alla pubblica accusa di rilasciare i due blasfemi perché la loro detenzione viola tutte le convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia firmate dall’Egitto.

Ciononostante, le imputazioni restano e i due profanatori dovranno affrontare il procedimento penale, anche se la polizia egiziana, mostrandosi relativamente garantista, dichiara che per ora è certo solamente che i due erano in possesso di pagine strappate da un Corano, ma nessuno li avrebbe visti nell’atto di urinarvi sopra, con buona pace del cacciatore di infedeli Sheik Gamal Shamardal e della folla che aveva tentato il linciaggio al momento dell’arresto.

Un po' di crescita c'è. Grazie al rincaro delle tariffe...

Tranquilli. Ripuliranno tutto i politici “perbene”