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Sanità: al via il nuovo atto del macello sociale di Monti & Co.

La "bomba di Monti" di ieri non è una bomba. Almeno nel senso che era ampiamente annunciata (non dai media di massa, naturalmente) o quanto meno ampiamente prevedibile.

Che la Sanità fosse al centro delle attenzioni dei tecnici è cosa ovvia, che sia uno dei baluardi del nostro welfare, pur con tutte le sue - evidenti - storture e corruzioni intrinseche al sistema politico clientelare che ne ha succhiato l'essenza, anche. Che il problema di uno spreco di risorse dovuto alla gestione politica del settore debba essere risolto rasando al suolo tutta l'istituzione nel suo complesso è invece cosa che solo dei servi della speculazione potevano proporre: forti del fatto che si tratta di un settore fortemente infiltrato da incrostazioni politico mafiose ora i super tecnici hanno gioco facile a dimostrare la sua insostenibilità e dunque, ovviamente, a proporre la via di una privatizzazione per risolvere la questione.

Si deve stare molto attenti, nell'inquadrare questo ambito. È certo che il nostro sistema sanitario non è sostenibile in futuro, stanti così le regole. Così come era ovvio che non lo sarebbe stato quello relativo alle pensioni. Per quest'ultimo sappiamo come è andata: Monti lo ha semplicemente azzerato, di fatto. E se per chi deve andare in pensione tra un po' si tratta di attendere ancora più a lungo e arrivare a percepire (e non è affatto sicuro) un assegno mensile fortemente decurtato rispetto a quanto ci si poteva aspettare, è invece certo, conti aritmetici alla mano, incrociati con lo stato dei versamenti dei lavoratori giovani (e anche di quelli non più tanto giovani) che la pensione, invece, questi non la si vedranno mai. Gli italiani, a tal proposito, hanno borbottato un po' e fatto qualche timida manifestazione, ma nulla di più. Gli unici a scendere in piazza, pur tra le mille contraddizioni e tra le diecimila ingenuità, sono stati gli studenti, e per temi differenti, come sappiamo.

Ciò che ci si deve chiedere oggi è se, anche in merito alla sanità, il sonno letale della popolazione comporterà di non prendere coscienza neanche di questa nuova situazione e dunque di farsi portare al macello anche in merito a questo settore. Vedrete, con molta probabilità in piazza scenderà, o prima o poi, il settore medico, almeno quando sarà chiaro per primi a loro che i prossimi tagli li toccheranno da vicino molto di più di quanto non sia stato fatto sino a ora. Ma non è altrettanto semplice prevedere che accanto ad essi scenderanno in piazza, e con i toni duri che la cosa merita, anche tutti gli altri, ovvero gli assistiti. È facile prevedere, insomma, che quando Monti (o chi per lui o insieme a lui) andrà a intervenire pesantemente sulla sanità così come fatto recentemente sulle pensioni e sul lavoro, avrà strada agevole nel portare a termine l'obiettivo.

Già oggi, e chiunque può confermarlo, molto spesso i cittadini devono mettere mano al proprio portafoglio per pagare da sé analisi o esami che la Sanità pubblica non riesce a esaudire nei tempi necessari, e spesso ristretti, che le circostanze comportano. Ma allo stesso tempo si deve rilevare che per quanto attiene al settore noi già spendiamo meno di altri Paesi. Il punto risiede dunque nel fatto che, evidentemente, il denaro pubblico in questo settore viene speso male, nel senso che si perde dietro gli illeciti che tutti dovremmo conoscere: inchieste in tal senso emergono continuamente. Dunque il punto, si deve sottolineare amaramente, non risiede nel fatto che il cittadino non sa di tale corruzione dilagante nel settore, quanto nel fatto che non fa nulla per spingere contro tale sistema e, anzi, spesso torna a votare giunte politiche e governatori che hanno ampiamente già dato prova di partecipare al banchetto della spartizione del denaro pubblico.

La situazione è dunque la seguente: pur spendendo meno che in altri Paesi, la Sanità non è sostenibile perché infiltrata di corruzioni di vario tipo, e siccome per risolvere il problema al governo sono stati messi esponenti del settore privato che non vede l'ora di avventarsi in questo ambito, la soluzione che verrà proposta - ventilata proprio ieri dalle parole di Monti - sarà quella di andare verso un sistema radicalmente diverso rispetto all'attuale. La Sanità pubblica verrà via via smantellata per approdare a un sistema privato. In altre parole, chi avrà denaro si potrà curare e chi non lo avrà si dovrà arrangiare. O dovrà accettare lavori da fame per poter avere il minimo denaro necessario a poter sopravvivere, che si tratti di Sanità e di altro. Schiavi, in altre parole, sempre e comunque.

Noi dobbiamo evitare nel modo più assoluto di cadere nel tranello con il quale verrà impostata tutta la comunicazione in merito. Si dovrà intervenire sulla Sanità ma dovremo opporci in tutte le maniere alla volontà di intervenire spostando l'ago verso la soluzione privata sulla quale si andrà a parare (assicurazioni private in primis). Perché accettare questo ragionamento, invece di proporre un rovesciamento di prospettiva, di obiettivi e di direzione di intervento così come invece ce ne sarebbe bisogno, significherebbe farsi trascinare né più né meno nel mondo di cui Monti & soci fanno parte e sono funesti promotori.

Dunque il discorso è per ora propedeutico e deve funzionare da impostazione generale. Più in là, quando si entrerà nel vivo del discorso - presto, vedremo - verrà la volta di trovare nuove strade. Strade che, bisogna pur ricordarlo, la classe politica attuale - tutta - non ha la benché minima idea né capacità di ideare e percorrere. E nonostante questo, purtroppo, è facie immaginare che verrà riconfermata, a vario titolo e percentuale, anche dalle prossime elezioni Politiche. Dopo di che potremo prendercela solo con noi stessi.

Valerio Lo Monaco

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