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Egitto. Morsi rinuncia ai maxipoteri

Dopo un lungo incontro con le opposizioni, il presidente Mohamed Morsi ha deciso di annullare il decreto che gli dava poteri di tipo dittatoriale, ma ha confermato che il referendum sulla Costituzione basata sulla Sharia si terrà ad ogni costo.

«Nessun potere può scegliere di impedire al popolo di votare», ha dichiarato il Presidente riferendosi sia ai moti di piazza che, soprattutto ai giudici che boicotteranno la supervisione al referendum. Qualora non vi fossero abbastanza magistrati disponibili, infatti, il voto si terrà in fasi successive.

Per le opposizioni, l’abrogazione del Decreto è una mossa «relativamente priva di senso» ed il Fronte di salvezza Nazionale ha sottolineato che l’esito del voto non è stato affatto plebiscitario: «rispettiamo che è stato eletto con il 51,7%, ma il 48% non ha votato per lui. Questo significa che deve scendere a compromessi, deve costruire il consenso».

Anche le forze armate esercitano pressioni sul Presidente, affinché cerchi un accordo con le opposizioni, e fanno sapere che non permetteranno che il paese sia condotto «in un buio tunnel dalle disastrose conseguenze. Le forze armate sono coscienti della loro responsabilità di salvaguardare i più alti interessi del paese e di proteggere obiettivi vitali, istituzioni pubbliche e gli interessi dei cittadini innocenti».

Oltre all’ombra della guerra civile comincia a stendersi sull’Egitto anche quella del golpe militare.

Il Ribelle.Qui del 10/12/2012

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