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    martedì
    dic112012

    Belfast. Frange unioniste scatenano la violenza

    I lealisti di Belfast non sono riusciti a digerire il voto che ha, giustamente, ammainato la Union Jack britannica dal Municipio della città, dando però origine a uno stillicidio di aggressioni che sono culminate nel tentativo di uccidere una poliziotta.

    La tipologia degli scontri risponde alle logiche organizzative dell’estremismo lealista, bande che agiscono con modalità più simili al teppismo di strada che alla lotta armata in nome di un ideale, ed è il prodotto di una sottocultura sub proletaria che Londra ha sempre sobillato e sostenuto per mantenere il controllo dell’Irlanda del Nord e renderla scarsamente vivibile per la popolazione irlandese repubblicana e nazionalista.

    Le reazioni della polizia, contrariamente al tradizionale sostegno connivente, questa volta sembrano furenti: l’obiettivo dell’ultima azione non era un civile irlandese più o meno indifeso, ma uno dei loro. Una gang di 15 persone ha lanciato molotov contro una macchina di servizio che sorvegliava gli uffici della parlamentare dell’Alliance Party Naomi Long, e nelle fiamme che si sono sviluppate una poliziotta ha rischiato di morire. Il che ha suscitato le ire dell’Assistant Chief Constable George Hamilton: «siamo di fronte al chiaro tentativo premeditato di uccidere una collega. Non posso dire altro, salvo che sono veramente arrabbiato».

    I lealisti protestanti non sono riusciti ad accettare che l’Alliance Party abbia votato insieme ai partiti  irlandesi affinché l’Union Jack britannica fosse ammainata (si spera per sempre) dal municipio. E se i più hanno manifestato la loro volontà di restare sudditi di una corona straniera in maniera pacifica, limitandosi a marce e dimostrazioni, frange estreme stanno tormentando Belfast con azioni di violenza sporadiche, ma continue, tenendo alto il livello della tensione.

    (fm)

     

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