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Complottismi veri e presunti

Giunge notizia di una ripresa della malattia di Chavez. Ormai è un Presidente dimezzato e si prospetta il peggio, tanto è vero che lui stesso ha provveduto a designare il suo successore.

Fu lo stesso Chavez qualche tempo fa ad avanzare l’ipotesi che ci fosse qualcosa di losco dietro il fenomeno doloroso del cancro che contemporaneamente ha colpito i protagonisti di quella straordinaria stagione di riscatto dell’America latina che si sta vivendo nel sostanziale silenzio dei nostri media di regime.

Vogliamo sperare che l’ipotesi di una malattia indotta con qualche marchingegno sia soltanto complottismo fantasioso.

Bisogna essere cauti in queste denunce, per non esporsi a figuracce e non screditare ricostruzioni che invece non hanno nulla di complottismo in senso deteriore ma sono il giusto esercizio critico della ragione che smaschera le menzogne.

Per esempio, non è complottismo fantasioso, a proposito di quanto accadde in Italia all’inizio degli anni ’90, lo stabilire una linea di continuità fra lo strano comportamento del presidente della Repubblica Cossiga, che dopo anni di gestione riservata e correttissima dei suoi ruoli istituzionali, nel 1990 improvvisamente iniziò a picconare il sistema con un crescendo di accuse e insulti ad personam; la riunione di personalità dell’economia e della finanza sul panfilo della regina d’Inghilterra al largo di Civitavecchia nel 1992; il successivo attacco alla lira che destabilizzò il sistema Italia; l’inizio di Mani Pulite, sicuramente un’inchiesta giustificata dalle ruberie della partitocrazia ma che ebbe come risultato la liquidazione dei partiti che gestivano, anche per i loro interessi clientelari, un’industria di Stato che aveva fatto dell’Italia una delle maggiori potenze industriali del mondo, partiti i cui leaders avevano pericolosamente intrecciato rapporti collaborativi col mondo arabo irritando chi non ama trasgressioni; infine la privatizzazione a prezzi stracciati di buona parte delle Partecipazioni Statali e l’inizio del declino della nostra potenza industriale.

Questa ricostruzione appare più credibile della versione ufficiale: un gruppo di valorosi magistrati improvvisamente ha scoperto le macchinazioni di un ceto corrotto e ha fatto pulizia.

Non appare complottismo fantasioso nemmeno quella ricostruzione che vede nell’11 settembre l’episodio chiave di una linea interpretativa secondo la quale i servizi segreti di USA e Israele, sapendo che il mondo occidentale era alla vigilia di una grave crisi strutturale e che potenze emergenti si stavano rafforzando e riarmando, operavano per creare le condizioni che permettessero di impadronirsi con la forza di aree strategiche per i rifornimenti energetici e per la possibilità di installare basi militari che circondassero Cina e Russia, rendendole ricattabili e inoffensive. Il vero complottismo fantasioso è la versione ufficiale dell’11 settembre, che il lavaggio del cervello esercitato in modo massiccio e sistematico ci ha fatto accogliere acriticamente: 19 beduini, armati di taglierini e dopo un corso di pilotaggio di 15 giorni, si impadroniscono di 4 Boeing, ne dirigono uno contro il Pentagono, facendolo volare a infima quota per colpire il basso muro perimetrale dell’edificio, impresa da assi dell’aviazione, non lasciando altra traccia che un buco circolare che non avrebbe potuto contenere la massa del Boeing; ne dirigono un altro presumibilmente verso la Casa Bianca, intento che non sarebbe riuscito per la reazione degli “eroici” passeggeri; ne dirigono altri due contro le torri di New York, con l’effetto di farne collassare tre, le due colpite e una terza di cui non si parla mai perché indurrebbe anche gli ingenui a dubitare di tutta la versione.

In definitiva, su momenti decisivi della nostra storia recente gravano sospetti molto fondati.

Non vorremmo che lo fossero anche le insinuazioni sui cancri che hanno minato la salute e insidiato la vita di tanti protagonisti di una lotta coraggiosa per il riscatto dei popoli dell’America latina.

Crediamo che sia soltanto una fatalità quella sventura che minaccia di eliminare un grande combattente di una causa giusta.

Il nostro augurio non può essere che questo: lunga vita al presidente Chavez.

Luciano Fuschini

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