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Fiducia? Quale Fiducia?

Giorgio Napolitano lancia l'ennesimo appello ad evitare un finale "troppo brusco", queste le sue parole, alla legislatura attuale - antidemocratica, peraltro, e imposta a suo tempo in modo decisamente brusco. Come se il golpe di un anno addietro, con l'insediamento manu militari (ad opera dei mercati) di Mario Monti promosso proprio da Napolitano e avallato dalla classe politica complice - tutta - non fosse stata la più violenta manifestazione di perdita della sovranità degli ultimi decenni ad onta dei cittadini italiani.

Non solo, il Presidente della Repubblica, che si dichiara «amareggiato e preoccupato», si spinge sino a dire, sempre a favore dei mercati, come è evidente, che gli italiani dovrebbero fare attenzione a non "bruciare" la fiducia di questi che recentemente hanno iniziato ad apprezzare gli sforzi profusi sino a ora dall'Italia. 

Si impongono alcune considerazioni perché il torto più grande che si può fare proprio a tutti gli italiani è lasciar passare queste riflessioni dal tono curiale del Presidente come pregne di chissà quale fondatezza. Il che non è affatto.

Intanto la fiducia sull'Italia, nel caso, non risiede negli italiani che anzi, proprio grazie al lavoro di Monti e del Presidente stesso che lo ha imposto a tutti noi di fiducia nell'Italia e nel futuro ne hanno ben poca. In secondo luogo è irritante, per quanto poco si possa sperare in un cambio della situazione che in ogni caso non è all'orizzonte neanche con le prossime elezioni Politiche, che proprio nel momento in cui la parola torna (molto teoricamente) agli elettori, cioè al popolo, sia proprio il primo cittadino di questo popolo a sollevare preoccupazioni. Ma la cosa conferma la tesi: il governo attuale non è del popolo, al popolo ha tolto moltissimo e dunque proprio del popolo, giustamente, può (anche qui, teoricamente) avere timore.

In terzo luogo, e in modo determinante per la mera legge dei numeri, Napolitano ci dovrebbe spiegare a quale fiducia si riferisce. Se l'intenzione e il ragionamento, così come appare, sono in considerazione dei mercati, ebbene forse è il caso di fargli notare che è quanto meno fuori luogo, se non del tutto sbagliato, parlare di fiducia quando il nostro spread viaggia costantemente oltre i 300 punti. La fiducia i mercati la hanno semmai - semmai - nella Germania, non certo nell'Italia. La situazione, nella migliore delle ipotesi, è nei nostri confronti quanto meno di attesa, senza mollare la presa, s'intende, visto che in ogni caso i nostri titoli di Stato si vendono attualmente sempre attorno al 5% di interesse. Dunque Monti e il suo governo, oltre ad aver raso al suolo il Paese dal punto di vista sociale ed economico, il massimo che sono riusciti a fare è quello di lasciare continuare "i mercati" a tenerci sotto schiaffo. Leggermente di meno del passato, certo, ma pur sempre con rendimenti, per rifinanziarci, che in ogni caso non siamo assolutamente in grado di sostenere.

Dunque di quale fiducia parla, Napolitano? Cosa dovremmo "salvare"?

(vlm)

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