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Le Banche li uccidono e loro applaudono l'uomo delle Banche

Si stanno allargando a macchia d'olio, e anche la stampa tradizionale è costretta a parlarne, gli scandali e le condanne per le Banche che a vario titolo, e con mezzi differenti, hanno frodato una larghissima parte dei cittadini di tutto il mondo. Cioè che, nel complesso, hanno contribuito direttamente, per mezzo di vari illeciti di natura tecno-finanziaria, alla crisi mondiale che stiamo vivendo.

Solo di ieri la notizia della condanna di quattro Banche per aver frodato il Comune di Milano. E nei giorni precedenti ci sono state le ammende definite "esemplari" per i colossi HSBC e UBS. Oggi si parla di nuove indagini e probabili condanne a Fannie & Freddie, cioè le due che da principio hanno di fatto innescato lo scoppio della bolla nel suo insieme. La cosa, soprattutto, appare solo agli inizi.

I punti da mettere a fuoco sono due, e poi c'è una riflessione generale, anche se particolare del nostro Paese, che non si può tacere.

Intanto, per prima cosa, il fatto che nella maggior parte dei casi le Banche preferiscono accordarsi con i vari tribunali, dopo essere state scoperte, per pagare multe pur salatissime - 1,5 miliardi per HSBC e per UBS - invece che andare alla fine del processo. Il motivo è semplice: evidentemente, per una Banca è più facile, cioè meno costoso sia dal punto di vista economico che di immagine, pagare multe pur così pesanti piuttosto che far arrivare il processo alla fine. Se alla fine arrivasse, c'è da giurarci, si suppone pertanto che le multe da pagare sarebbero ancora più ingenti. Ora, se una Banca può permettersi di pagare multe da 1,5 miliardi di dollari pur di non arrivare a fine processo significa che il denaro cha ha precedentemente rastrellato illecitamente dalla comunità è certamente di importo molto, molto superiore. Il che dovrebbe far capire la natura e la grandezza degli illeciti fatti.

In secondo luogo bisogna sempre rammentare che quando una Banca viene presa con le mani nel sacco, cioè la si riconosce come speculatore, c'è sempre, dall'altra parte, tutto il resto delle persone che fa parte degli speculati. Se la multa è così ingente ed è pagata di buon occhio per non andare sino a fine processo, evidentemente gli speculati sono talmente tanti, e a loro è stato sottratto talmente tanto denaro che il capo d'imputazione più corretto, vista la vastità del problema e delle conseguenze cui ha portato, dovrebbe essere di crimini contro l'umanità.

Invece basta una multa e il gioco è fatto.

Bene, si dirà, almeno adesso le Banche cominciano a pagare. Purtroppo non è per niente vero, in primo luogo perché, come abbiamo detto, multe del genere, in confronto agli illeciti commessi, sono come pagamenti per una automobile in divieto di sosta dopo aver ucciso nella sua corsa decine di migliaia di persone. In secondo luogo perché per il resto, cioè per quello che realmente conta, queste Banche non vengono toccate proprio per niente. Ieri è arrivata la notizia che gli accordi di Basilea non verranno rispettati, anzi che non verrà neanche convocato l'incontro in cui si sarebbe dovuto dare seguito alle direttive, per una non meglio precisata "impossibilità di organizzarlo". Come un gruppo di amici che gioca al calcetto ma che non può andare a farlo perché si sono dimenticati di affittare il campo. Roba da non credere, eppure ne abbiamo trovato notizia in pochissimi giornali (figuriamoci radio e tv).

Ma soprattutto, e questo è il punto, si deve rilevare che a fronte di un meccanismo ormai dichiaratamente criminoso su tutto il fronte, a livello politico si continua a dare credito a chi di quel mondo fa parte. È politica la decisione di salvare con denaro pubblico Mps - per rimanere a noi - o no? Circa quattro miliardi, per "motivi di stabilità finanziaria", si legge nelle dichiarazioni. 

A questo punto la domanda non è superflua: cosa ce ne importa della stabilità finanziaria se questa stabilità è quella che ci sta strangolando e che permette alle Banche di continuare a fare illeciti, impunite, che poi portano alla instabilità che viviamo sulla nostra pelle? Nessuno pone la domanda ai vari soloni economisti e politici. Nessuno ovviamente risponde. Nessuno capisce.

Non solo, perché al peggio non c'è mai fine: in un momento in cui è evidente a tutti come il comportamento illecito delle Banche ci ha portato alla rovina, si continua a dare credito a chi da quel mondo proviene.

Nel nostro Paese mentre Banche vengono condannate per aver truffato i Comuni, cioè i cittadini, altre sono mantenute in vita, come Mps, che invece meriterebbe di essere giustiziata, i cittadini (o comunque larga parte) non trovano di meglio appoggiare (e andare a votare in massa, vedrete) una lista con a capo un uomo che è diretta emanazione delle Banche e che durante l'anno di governo anti democratico che abbiamo alle spalle, infatti, ha confermato la parte per la quale "gioca".  Ovvero proprio le Banche dalle quali proviene (che sorpresa). Ma non basta ancora, vero? Già, non ci dimentichiamo degli applausi a Mario Monti (a Melfi, oggi) da parte della classe operaia che egli stesso ha raso al suolo. Se questi lo applaudono, Monti, evidentemente se lo meritano. E meritano ciò che gli sta facendo. Come l'Italia nel suo complesso.

 

Valerio Lo Monaco

Il Ribelle.Qui del 21/12/2012

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