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PSI: Poveri Socialisti Intruppati

Ebbene sì: il Partito socialista esiste ancora. O almeno, come vedremo tra poco, esiste un sedicente Partito socialista, che pur utilizzando questa denominazione, e pur appellandosi alla relativa storia culturale e politica, è andato ad arenarsi sulle secche del riformismo più mediocre e omologato.

D'altronde basta vedere gli alleati che si è scelto, legandosi alla coalizione di centrosinistra egemonizzata dal Pd e puntellata da Sel. Oppure affacciarsi sul sito, sempre che si abbia un po’ di tempo da perdere, e leggere che cosa scrivono nel Manifesto dei valori (che ormai non si nega a nessuno: facile che finisca per sfoggiarlo pure il partitino di Flavia Vento, se davvero vedrà la luce). Nel testo, che se non altro ha il pregio di una certa brevità, non mancano le magnifiche affermazioni di principio. Vedi il peana al lavoro, «espressione più alta della persona», le ambizioni solidaristiche in nome della «lotta secolare per una maggiore giustizia sociale», e gli immancabili richiami alla libertà, all’uguaglianza, alla democrazia, al progresso, eccetera eccetera.

A mitigare tanto idealismo, tuttavia, ecco qualche goccia di… prudenza. Le mirabilie di cui sopra, infatti, ci si propone di realizzarle «con forme nuove e adeguate ai tempi». Il che, visti appunto «i tempi» non lascia presagire nulla di buono. Non con Mario Monti al governo, Mario Draghi alla Bce, la Trojka che volteggia su tutta l’Europa, e Ben Bernanke, The Federal Reserve Governor, che ci osserva compiaciuto da Washington.

Timori eccessivi? Per niente. E infatti, ieri sera, nel corso di un collegamento telefonico con La zanzara (il talk show, o piuttosto il “trash show”, condotto da Giuseppe Cruciani su Radio 24), l’attuale segretario del Psi ne ha dato una limpida conferma. Nel pieno di un classico giochino idiota da chiacchiericcio mainstream, quello del «Lei chi nominerebbe ministro nel prossimo governo?», Riccardo Nencini ha inanellato un po’ di nomi variamente discutibili, dalla Finocchiaro alla Difesa a Nichi Vendola al Commercio estero, e infine se ne è uscito con questa perla: «Come ministro dell’Economia sceglierei Luigi Zingales».  

Luigi Zingales?!

Oh perbacco. Lo stesso Luigi Zingales che è professore alla University of Chicago Booth School of Business, il cui ultimo libro si intitola Manifesto capitalista, e che recentemente è stato tra i promotori, insieme a Oscar Giannino e ad altri liberisti più o meno d’assalto, del movimento e aspirante partito “Fermare il declino”?

Esatto. Proprio lui.

Che di socialista non ha un tubo di nulla ma che di sicuro avrà molto, moltissimo da dire riguardo alle succitate «forme nuove e adeguate ai tempi».

(fz)

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