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Egitto. Opposizioni compatte: nessun dialogo con Morsi

Il Fronte di Salvezza Nazionale, l’alleanza fra i maggiori gruppi e partiti di opposizione, ha rifiutato ogni negoziato con il presidente Morsi, poiché questi ha ignorato tutte le richieste dei manifestanti, e ha convocato per oggi l’ennesima manifestazione del Venerdì di preghiera. Nelle intenzioni, questa adunata è “l’ultimatum finale”. Una manifestazione oceanica di 17 colonne che convergeranno verso il palazzo presidenziale, sede di un potere che gli oppositori, ormai pronti a trasformarsi in insorti, non considerano più legittimo.

Il presidente Morsi ha tenuto ieri il discorso televisivo inizialmente previsto per mercoledì, ma il suo tentativo di ricondurre il Paese alla stabilità ha avuto effetti opposti e scatenato nuovi scontri, che sono culminati nell’assalto al quartier generale dei Fratelli Musulmani al Cairo, che è stato dato alle fiamme. L’aspirante Raìs, tuttavia, non recede dall’intenzione di procedere al voto referendario su una Costituzione che instaura una teocrazia autoritaria, concedendo, al massimo, la formazione di una nuova Assemblea Costituente qualora la bozza della vergogna fosse respinta dal voto popolare, il cui risultato evidentemente sente di controllare.

La situazione sembra ormai senza sbocco e gli scontri che si verificheranno oggi rischiano di diventare il punto di non ritorno. Il celebrato negoziatore di Palestina si dimostra ostinato quanto un falco di Israele quando si tratta di politica interna, ma la rovina dell’Egitto rischia di arrivare molto prima di quella che Netanyhau sta attirando sul suo Paese.

(fm)

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