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Assad. Asilo politico in Russia?

L’Occidente starebbe esercitando fortissime pressioni sulla Russia affinché conceda asilo politico ad Assad, permettendo così di sbloccare la situazione di stallo in Siria. Al riguardo, il Cremlino non conferma né smentisce.

Il futuro di Assad è uno dei fattori che impedisce la “soluzione yemenita”, con il ritiro all’estero del dittatore, cui viene concessa l’immunità in cambio della fine del bagno di sangue. Dal punto di vista del puro diritto può ripugnare che un criminale possa farla franca, ma da un punto di vista umanitario la fine delle stragi e l’avvio di un processo di pacificazione può giustificare una simile “ingiustizia”.

Per chiunque lo ospiterà, però, Assad sarà un personaggio scomodo che potrebbe esporre la nazione dove risiederà alle accuse della comunità internazionale fino a renderla nemica dell’Islam sunnita, un’eventualità in cui nessuno stato vuole incorrere.

Certo in un primo tempo la nazione che permetterà lo sblocco della situazione potrà essere lodata, ma Assad potrebbe rivelarsi un boccone avvelenato e in questo devono risiedere le ritrosie della Russia, altrimenti in prima linea per ricercare una soluzione negoziale di tipo “yemenita”. Dopo il primo momento di soddisfazione cosa impedirebbe ad un Occidente sempre più ostile a Mosca di imbarazzare il Cremlino con una richiesta di estradizione del Tribunale Penale Internazionale? Questo per tacere dell’arma propagandistica che Assad diverrebbe, anche allo scopo di mettere il mondo arabo contro la Russia.

Assad in Russia è uno scenario plausibile, anche perché il dittatore pare abbia finalmente fatto intendere che è disposto ad andarsene. Le pressioni di Mosca, che di fatto gli ha tolto ogni sostegno, avrebbero quindi funzionato, ma adesso occorre un passo ulteriore: fornire sufficienti garanzie a Mosca che l’aver risolto la crisi siriana non venga ritorto contro di lei.

Anzi, se Assad andrà in “Siberia” bisognerà rendere onore al Cremlino.

Ferdinando Menconi

E adesso, monsieur Hollande?

Ahia. La Fornero resta in sella