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In Europa crescono la diffidenza, e il disappunto, sull'Euro

Oltre al sentimento di antieuropeismo, tacciato sbrigativamente e opportunamente, dai soloni europei, come populismo (qui), inizia a dilagare, come titolano correttamente anche pochi altri giornali, se non altro un vero e proprio euroscetticismo. 

A venti anni da Maastricht, insomma, l'Europa è in piena crisi, e checché ne dicano i soliti noti, i cittadini europei se ne sono accorti. Eccome. Pare che almeno secondo le opinioni comuni e i sondaggi - sappiamo bene che invece al momento delle elezioni, purtroppo, le cose stanno diversamente: vedi il caso Grecia che malgrado tutto ha dato ancora fiducia agli europeisti - vi sia in effetti una vera e propria presa di coscienza sulla utilità, se non sulla vera e propria liceità, di una macroarea che porta benefici solo a chi vuole speculare e malefici, invece, per tutti quelli che vi abitano. Almeno per come la si è disegnata oggi, senza, peraltro, il parere di buona parte dell'Europa. Come scrive giustamente Ida Magli (tra gli altri in questo libro): l'Europa è stata creata a tavolino, di fatto all'insaputa, e qualche volta nonostante, i cittadini europei stessi. E tutto al fine di espropriare la sovranità delle nazioni. Cosa sulla quale ormai non vi è più alcun dubbio, almeno per chi abbia conservato un po' di lucidità.

Ad ogni modo, in diversi Paesi europei sono disponibili anche dei dati ad accertare la cosa. In Francia, ad esempio, il 64% della popolazione, ad un eventuale referendum (che ovviamente sarà del tutto evitato) si pronuncerebbe contro l'Euro. L'inchiesta è stata realizzata dall'istituto Ifop per il quotidiano Le Figaro, come abbiamo riportato ieri. Consideriamo che all'epoca i francesi si espressero a favore, sebbene con una misera maggioranza fissata al 51% appena. Le cose sono evidentemente cambiate. E in procinto, probabilmente, di cambiare ancora. Ma il fenomeno va oltre la Francia.

Eppure i francesi, e i tedeschi, furono all'epoca i primi Paesi veramente europeisti.

Un altro sondaggio recente, questa volta proprio in merito alla Germania, parla infatti di un 65% di cittadini che ritiene che la propria vita sia peggiorata, o comunque che sarebbe migliore, se il proprio Paese avesse conservato il Marco.

Ma il quadro si completa anche con altre aree. Chi ha già l'euro, semplicemente, rimpiange le proprie scelte di averlo abbracciato. È il caso della Finlandia e dell'Austria e anche in Olanda, che recentemente a livello elettorale si è espressa a favore dell'Europa e dell'Euro, in realtà il dibattito è molto acceso.

Chi invece voleva entrare fortemente nell'Euro sino a qualche tempo addietro, al momento opportunamente temporeggia. Come la Bulgaria, e mentre la Lituania ha aderito alla moneta unica vi sono Lettonia ed Estonia, sempre nella zona del Baltico, che invece non hanno affatto seguito l'esempio.

Inutile rammentare che chi non vi ha aderito volutamente all'inizio, come il Regno Unito, ovviamente si guarda bene dal farlo adesso.

E anche nel nostro Paese il tema inizia ad essere affrontato spesso, molto più privatamente che pubblicamente, per il semplice motivo che a livello di grande diffusione, ovvero di media, il tutto è controllato, come sempre, dai poteri forti che all'Euro vogliono continuare a tenerci legati per proprio personale tornaconto.

Ma quanto potrà durare la cortina fumogena dei media rispetto a una opinione che monta e che, visti i prossimi sviluppi che si prevedono certamente in peggioramento, continuerà ad aumentare?

(red)

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