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Grillo "apre" a chi sposa le sue idee: e allora?

Non capisco questa bagarre su Grillo/Casapound. Non sono esseri umani, forse, anche i militanti e simpatizzanti del movimento neofascista? Sono appestati, sono mostri, sono criminali? Se si trovano con il M5S ci entrano, il che logicamente presuppone che, nell’abbandonare la propria appartenenza, si tolgano di dosso certe altre idee incompatibili con quella nuova. In passato fascisti sono diventati comunisti e viceversa, e la storia è piena di abbandoni e cambi di tessera e d'ideologia. 

Dov'è lo scandalo in quanto ha detto Grillo, che si è limitato a constatare l’ovvio e cioè che se ci si intende su qualcosa, e questo qualcosa è giudicato sufficiente dal singolo per impegnarsi in un movimento, uno prende e aderisce? Dicono i trinariciuti di sinistra: ma Casapound è fascista, e il fascismo è incostituzionale. Tanto per cominciare, ad essere illegale in Italia è l’apologia di fascismo, e non il fascismo in sé, che è un’ideologia e le ideologie non possono essere vietate per legge. Sarebbe come voler mettere le manette al pensiero. E in effetti quella norma transitoria della Carta, liberticida e oggettivamente illiberale, se aveva un senso storico e politico nel dopoguerra oggi non ce l’ha più, a meno che la democrazia rinunci ad essere se stessa. No, davvero, il fanatismo di certa sinistra con la bava alla bocca, che ha l'intolleranza tipica del fascismo - proprio così - davvero fatico a comprenderlo, perché rasenta una stupidità cieca e irredimibile.

Ma la riflessione di fondo che va fatta è un’altra. C’è un passato che non passa, in questo caso l’eterna, consunta, cadaverica lotta fra fascisti e antifascisti, rispecchiata in quella fra comunisti e anticomunisti, entrambe punte di quell’iceberg ancora inaggirabile che è la falsificante disputa destra-sinistra. Che senso ha guardare il mondo di oggi con gli occhiali del mondo di ieri? Uno e uno soltanto: evitare il gravoso compito di interpretare la realtà secondo i meccanismi, le esigenze, le sfide che ci vengono dal qui e ora. Neofasci e veterocomunisti, più o meno riverniciati e modernizzati: questi ultimi giapponesi del Novecento credono di essere i nemici del liberal-capitalismo e invece, combattendosi fra loro in una guerra ridicolmente anacronistica, ne sono i più stupidi alleati. La via d’uscita, logicamente, non può essere trovata rovistando nel magazzino di formule superate, che ostacolano la comprensione dei problemi attuali. 

Certo, dalle opere di grandi, come per esempio Marx, si possono attingere spunti sempre validi per una critica ragionata e rigorosa, ma non con la mentalità dell’apostolo, bensì con quella del ricercatore. Il passato, compreso quello più antico e anzi meglio se antico, è come uno sterminato materiale d’inventario da cui estrarre le idee che servono qui e adesso, setacciandole dalla terra come si fa con le pepite d’oro.  Ad esempio sarebbe interessante recuperare la condanna netta e totale dell’interesse e dell’usura da parte di Tommaso d’Acquino e del tomismo cattolico, piuttosto che accodarsi alle giaculatorie pietiste di certo pensiero “solidale”. Oppure: meglio rifarsi a esperienze concrete per quanto sepolte e non replicabili, estrapolandone il messaggio essenziale e adattandole al presente, come per la democrazia ateniese o l’economia autarchica medievale, invece di immaginare esperimenti futuristici, sospesi nei voli della fantasia. 

Qualche appunto per Grillo, dunque, che in privato confessa e lamenta di non possedere un pensiero forte. La ricerca di valori attuali non si esaurisce nell’uso delle fonti. Deve poi costruire tesi innovative ben piantate per terra. E innovative non solo sul piano sostanziale, ma anche formale. Va evitato come la lebbra l’uso di terminologie già cariche di vissuti storici usurati. Ad esempio, se si vuole recuperare l’idea, a mio avviso attualissima, delle aziende autogestite di Proudhon, sarà consigliabile non presentarla come una proposta “socialista” o “anarchica”, termini che hanno fatto il loro tempo. Ecco, la chiave è qui: creare una nuova Grande Idea, dargli un nome e conferirgli un’aura magnetica. Altrimenti, le singole costruzioni concettuali, seppur ineccepibili, resteranno gelidi edifici mentali, incapaci di prendere vita irrorandosi di passione che solo l’evocazione di un Credo può infondere. Una visione apparentemente nuova, poiché di nuovo in senso assoluto, nella Storia, non c’è mai nulla: sono le specifiche combinazioni, derivate da processi intellettuali e sociali sedimentati nel tempo, a poter essere originali

Alessio Mannino

Il Ribelle.Qui del 14/01/2013

Il 2013 peggio del 2012. Maddai?