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Fuori gli inglesi dall’Europa

Jaques Delors, che fu ottimo presidente della Commissione Europea in uno dei suoi momenti d’oro, come buon proposito per l’anno nuovo ha consigliato al Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, vista la sua incessante ostilità a qualsiasi processo di integrazione.

Per Delors «i britannici perseguono esclusivamente i loro interessi economici e nulla più: si potrebbe proporre loro una diversa forma di partenariato». Il vecchio socialista si allinea quindi alla saggia politica di De Gaulle, che sempre si oppose all’ingresso degli inglesi nell’unione continentale, all’epoca MEC.

L’esclusione degli inglesi, che sempre hanno remato contro ogni progresso verso la creazione di quell’Europa dei popoli sognata dai firmatari del Trattato di Roma, potrebbe dare nuovo impulso all’integrazione continentale in senso politico e non solo economico, visto anche il totale fallimento dell’unione monetaria, che non può reggersi senza unione politica.

Il tempo perso negli anni grazie all’ostruzionismo di Londra, che ha anche deviato le politiche europee verso fini che non erano quelli iniziali, rendendola un mero spazio speculativo per le multinazionali di ogni sorta, difficilmente potrà essere recuperato. Tuttavia, se le parole del vecchio saggio pentito saranno ascoltate, può ancora aprirsi una nuova stagione di speranza per una Europa di popoli che persegua, in via principale, l’interesse dei cittadini e non delle lobby che infestano Bruxelles.

Purtroppo gli Eurocrati in carica dichiarano che preferiscono tenere il Regno Unito in Europa anziché spingerlo ad uscirne: sarà forse per questo che Delors si è rivolto direttamente agli inglesi e non ai suoi indegni successori della Commissione?

(fm)

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