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WebRadio: dai che ce la facciamo!

Occorre insistere, assolutamente. Perché la WebRadio oltre che a noi è mancata evidentemente a tanti ascoltatori e lettori che l’avevano seguita sino al giorno stesso della sospensione delle sue trasmissioni.

Ce ne siamo accorti dalle email e dalle diverse iniziative e testimonianze (e interventi!) che abbiamo ricevuto nelle settimane passate.

È il motivo per il quale, pur ancora nel pieno della tristezza per aver dovuto interromperci di colpo, abbiamo riaperto subito la discussione sul sito, per vedere se sarebbe stato possibile ripartire.

Allora, i risultati del sondaggio che abbiamo pubblicato giorni addietro sono incoraggianti. 

Eccoli:

- il 79% di chi ha risposto accetterebbe che il sito della radio (della sola radio) ospitasse pubblicità pur di far riprendere le trasmissioni, e la stessa percentuale sarebbe disposta a cliccare sui banner pubblicitari per sostenere Raz24;

- il 74% sosterrebbe un abbonamento/contributo mensile pur di poter tornare ad ascoltare la radio e le sue trasmissioni;

- fatto 100 il totale delle risposte positive, il 38% potrebbe sostenere con 5 euro al mese, il 29% con 10 euro al mese e il 7% con 50 euro al mese;

- per quanto attiene alle donazioni una tantum, il 53% ha risposto di non essere disposto a farle, ma il 40% si tasserebbe con 100 euro, il 5% con 500 e il 2% con 200 euro;

- soprattutto, infine, il 71% è disposto a impegnarsi per trovare altri finanziamenti per la WebRadio.

Ci sono dunque i numeri per tentare. Perché di una cosa siamo profondamente convinti: la WebRadio è il mezzo adatto per “aprire” il nostro progetto. 

Il dato di fatto è che oggi moltissime persone non amano leggere, specie se di tratta di testi con un grado di complessità superiore agli standard attuali, che sono obiettivamente assai modesti. Soprattutto in prima battuta, quindi, sembra preferibile utilizzare delle forme di comunicazione più incentrate sull’emotività, come permette appunto di fare la radio grazie alla maggiore immediatezza del parlato e all’aiuto della musica. Creato questo coinvolgimento istintivo, c’è da sperare che si accenda anche una curiosità intellettuale, facendo venire voglia di scavare più a fondo attraverso gli articoli che pubblichiamo sul giornale. 

L’altra grande ragione per cui vogliamo puntare sulla web radio è che riteniamo necessario, oggi più che mai, insistere sulle nostre tematiche fondamentali a cadenza quotidiana, ossia con la massima tempestività possibile: c’è bisogno di analizzare continuamente le dichiarazioni ingannevoli e i messaggi distorti che i media mainstream propinano, di interpretare quello che accade, di offrire insomma un antidoto costante a tutta la manipolazione con cui cercano di stordirci. Per farlo si deve poter intervenire in modo rapido, praticamente un istante dopo a quello in cui se ne pone l’esigenza. E la WebRadio, la diretta, i live quotidiani, sono i mezzi adatti per farlo. 

Infine, tra settembre e novembre ci siamo resi conto come non mai che la radio è necessaria per non far sentire la solitudine che prova, fatalmente, chi è diverso dalla massa, chi è autenticamente Ribelle e sente, perciò, di appartenere a un mondo altro, a una comunità altra. Questa comunità esiste, eccome!, e c’è bisogno di frequentarla e cementarla. Anche a distanza, anche attraverso dei microfoni e degli altoparlanti.

Dobbiamo insistere. Ne abbiamo una gran voglia.

Allora, come avevamo detto chiaramente in precedenza, per ripartire dobbiamo raccogliere 9000 euro per 6 mesi di trasmissioni, ovvero per pagare le sole spese fisse di emissione, gestione e messa in onda, da gennaio all’estate 2014, potendoci garantire almeno un semestre di attività in cui mandare i motori al massimo. Su questa base dobbiamo poi operare per fare in modo che il sito di Raz24 possa ospitare dei link e dei banner pubblicitari al fine di consentire una ulteriore raccolta su base mensile di fondi necessari a sostenere le spese di redazione e le altre trasmissioni che vorremmo mandare in onda.

In merito alla pubblicità, attenzione: nell’immediato partiremmo adottando il sistema di Google, sul quale noi, oltre a decidere di ospitarlo sul sito, non possiamo intervenire in alcun modo. Non possiamo scegliere l’inserzionista che poi sarà visualizzato sulle pagine, ma allo stesso tempo, non avendo alcun tipo di contatto con questi soggetti, possiamo mantenere del tutto - del tutto! - la nostra indipendenza. Ma è un discorso superfluo, per voi che ci conoscete da tempo.

L’unica differenza rispetto al Ribelle, lo ribadiamo ancora una volta, sarà accettare che su Raz24, pur di sopravvivere, siano ospitate delle pubblicità.

La soluzione originaria del nessuna pubblicità, che pur continuiamo a preferire, non ha funzionato e non ci permette di proseguire, come abbiamo visto nei mesi scorsi. Fuori di metafora, delle due l’una: o tentiamo quest’altra strada, oppure la WebRadio non può ripartire.

Come funziona la pubblicità di Google? Molto semplice: se gli utenti ci cliccano sopra (e solo se lo fanno) a noi vengono accreditati alcuni centesimi di euro per ogni click.

Siamo consapevoli (figuriamoci…) che per la maggior parte dei nostri lettori e ascoltatori questi link pubblicitari non avranno alcun interesse e, anzi, daranno noia, ma c’è un modo - un modo “ribelle” - attraverso il quale considerarli e poterne beneficiare: anche se non ve ne importa un accidente, cliccateci sopra lo stesso. Il vostro click non farà altro che “prelevare” denaro da loro e girarlo verso il nostro progetto (per voi a costo zero).

Come dire: sfruttiamo il nemico per finanziare la nostra battaglia contro di lui.

Non c’è bisogno di aggiungere altro, vero guerriglieri

Attenzione: ciò non significa che si debba cominciare a cliccare a più non posso sui vari link pubblicitari che troverete sul sito di Raz24. Il Grande Fratello se ne accorgerebbe presto e ci bannerebbe di conseguenza. Ma insomma, se cliccherete sui banner con discrezione (e con la “periodicità” che in ogni caso ci serve) magari possiamo ingaggiare questa battaglia e vincerla. (E per favore: non copiate e incollate questo post, che rimanga tra noi e dietro la barriera del nostro giornale per abbonati).

Dunque: come procediamo?

In tre fasi, da subito e rapidamente.

Uno: prepareremo un form per la raccolta di fondi dandoci una scadenza di circa 20 giorni. Se arriviamo alla cifra base necessaria ripartiamo immediatamente (mentre in caso contrario, ovviamente, restituiremo tutto il denaro a chi ce lo avrà versato sulla fiducia).

Due: predisponiamo anche il form per sottoscrivere gli abbonamenti/contributi mensili alla radio.

Tre: lavoriamo da subito (e questa volta la fiducia è nostra nei vostri confronti) per approntare il nuovo sito di Raz24.

Se tutto andrà a buon fine, a inizio gennaio riapriremo i microfoni. E il sito di Raz24 diverrà a quel punto tutto ciò che ci necessita per rimanere in contatto giorno per giorno. E, se vorrete, per tutto il giorno. Da un lato con le trasmissioni vere e proprie, come “C’è qualcuno lì fuori?” e “La Controra”. Dall’altro con aggiornamenti e segnalazioni a getto continuo.

Bene. Noi siamo pronti a stringere questo nuovo impegno, reciproco, con “ciascuno di voi”. Ci basta la base economica per sostenere le spese vive per almeno sei mesi. Per il resto ci daremo dentro a più non posso e poi alla fine di questa campagna semestrale, ossia a inizio estate, tireremo le somme. Hai visto mai che, in luogo del giornale che non è riuscito a crescere e a diffondersi come vorremmo, non possa essere la radio a permettere di divulgare ancora di più il progetto avviato nell’ottobre 2008 con il mensile.

Raz24 diventa la nostra nuova missione. Chi è disposto ad abbracciarla?

Stay Tuned,

la Redazione tutta

PS Il Ribelle, il giornale, non cambia di un millimetro. Lì rimangono e rimarranno le analisi scritte e gli approfondimenti. È un prodotto editoriale - ormai ne abbiamo la certezza, dopo oltre cinque anni di attività - che ha i suoi limiti perché è riservato a persone con caratteristiche precise: devono essere consapevoli della necessità di usufruire di una informazione e di un approfondimento differenti da quelli di massa; devono aver capito che ciò che pubblichiamo non si trova affatto altrove; devono avere attitudine alla lettura e alla riflessione, più che affidarsi all’emotività; devono aver introiettato la consapevolezza di dover pagare in prima persona, mediante un abbonamento, per poter far continuare a vivere una realtà del genere. E devono avere abbastanza soldi per farlo.

Sono caratteristiche che, messe assieme, identificano un tipo di persona che al momento appare in via di estinzione, purtroppo. Ed è il motivo per il quale il giornale Il Ribelle non è cresciuto come pensavamo. Dobbiamo pur prenderne atto, dopo oltre un quinquennio di attività. E allora, anche in questo caso, delle due l’una: o ci accontentiamo della “riserva indiana” che il Ribelle lo legge e lo sostiene, oppure (ri)proviamo ancora una volta ad “aprire” il tutto attraverso la WebRadio.

In altre parole: i risultati ormai consolidati ma insufficienti del giornale non sono un buon motivo per desistere, o per non tenere nella giusta considerazione chi incarna quel lettore tipo che oggi è una rarità, e che però dovrebbe diventare la norma in un paese civile. Al momento si tratta di poche centinaia di persone, ma finché ce ne saranno il Ribelle continuerà a vivere. 

Per il resto, come detto, dobbiamo assolutamente puntare sulla WebRadio, e su “tutti gli altri”.

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