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«MALEDETTI VOI, GIUDICI PRO THYSSEN»

L'ira dei parenti delle vittime contro la Corte d’Appello che ha ridotto imputazioni e condanne ai manager

Quasi due anni fa, nell’aprile 2011, avevamo salutato con grande favore il verdetto di primo grado. Perché, come scrivemmo allora, fissava «un principio importantissimo come il “dolo eventuale”. Significa che il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, da parte delle aziende e dei manager, configura una responsabilità diretta che va punita penalmente. I cosiddetti “incidenti” diventano a tutti gli effetti dei crimini».

Un eccesso di fiducia, evidentemente. In quel giorno di primavera non era stato “fissato” proprio nulla, purtroppo: oggi, infatti, è arrivata la sentenza d’Appello che ridimensiona parecchio, e quindi stravolge, l’esito precedente.

Al di là delle pene più lievi, che passano da 16 anni e sei mesi a 10 anni, il punto cardine è che si è attenuato il capo di imputazione alla base delle condanne, derubricandolo a omicidio colposo. Una modifica, decisiva, che ha scatenato l’ira dei parenti delle vittime. Al punto da indurli a inveire senza ritegno contro i magistrati: urla in parte di rabbia, come «Maledetti, vergognatevi», e in parte di sfida, come «E adesso arrestateci».

Urla, in entrambi i casi, intrise di dolore e disperazione.

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