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ATTENTI: I MERCATI CI OSSERVANO

Venti giorni al voto e ricominciano gli avvertimenti sui rischi di un risultato sgradito all’alta finanza

Mannaggia: che alunni svogliati che siamo, noi cittadini italiani. E forse, o probabilmente, pure un po’ zucconi. Benché ce l’abbiano già spiegata e rispiegata, la lezioncina fondamentale del Mondo Contemporaneo (W la globalizzazione, W le Banche, W le Borse) continuiamo a dare l’impressione di non averla imparata a puntino.

Prendiamo questa campagna elettorale, ad esempio. Sarebbe l’occasione ideale, per dare una pubblica e inconfutabile dimostrazione del fatto che finalmente abbiamo capito. Che diamine: c’è la possibilità di votare direttamente per Monti, o almeno per il suo alter ego Bersani, e invece rimaniamo dubbiosi, incerti, irresoluti. Come se non avessimo ancora compreso, nonostante i numerosi e chiarissimi esempi che ci sono stati forniti in questi ultimi due anni, che in ogni caso non c’è scampo: o ci si conforma alle regole, rinunciando alle sciocche e anacronistiche pretese di equità sociale e di welfare, oppure ci si autocondanna al disastro.

Avete presente la Grecia? E il Portogallo, e l’Irlanda, e la Spagna? Ve lo ricordate lo spread sopra quota 500?

Si?!

Ma allora, benedetti figlioli, dovrebbe essercene più che a sufficienza, per agire saggiamente. Altro che farsi tentare dalle promesse di Berlusconi, o dalle invettive di Grillo, o da qualunque altro tipo di messaggio elettorale che stuzzichi il bisogno (infantile, ammettiamolo) di votare a modo proprio. Cosa mai saranno quelle poche centinaia di euro di rimborso per l’Imu – ammesso che le restituiscano davvero, d’altronde – rispetto a tutte le tasse che si dovranno pagare in futuro, se il 24 e 25 febbraio non si righerà dritto? E non parliamo di quei “pazzoidi” del MoVimento 5 Stelle, poi. Poveri esaltati che non hanno nessun futuro...

Insomma: ecco qua un altro po’ di avvertimenti, per aiutare gli stolti, i riottosi, i borderline, a ricordarsi la suddetta lezioncina. Per il momento siamo ancora ai segnali preliminari, come il poliziotto che porta la mano alla fondina ma la pistola non la estrae nemmeno: uno scossone in Borsa, con Piazza Affari che ieri ha perso il 4,5 secco, e un blando rialzo dello spread. In aggiunta, poiché la persuasione è sempre meglio della violenza, qualche articolo esplicativo di testate autorevoli, autorevolissime, quali il Financial Times e il Wall Street Journal.

Sottolinea il primo: l’instabilità preoccupa i mercati. Lamenta il secondo: i mercati (sigh) sono «in balia degli stress politici».

Meglio starci attenti, e starci attenti fin d’ora. Mai innervosire la finanza internazionale, se non ci si vuole esporre alle sue istintive, sacrosante, inevitabili reazioni di autodifesa. Non è che sia gente propriamente cattiva, ma è un po’ come una tribù di giganti. E quando i giganti si infuriano…

(fz)

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