Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Cipro: alla Russia il primo round contro l’UE

La rinuncia al prelievo sui conti correnti da parte del parlamento cipriota non è venuta tanto da un sussulto di sovranità, quanto dal fallimento dei metodi dell’Unione Europea per cercare di uscire dal fallimento dell’Euro usando soldi russi.

La manovra di attacco a Cipro non era principalmente diretta, infatti, a subordinare l’ennesimo prestito usuraio alla corresponsione di una garanzia priva di senso e inflitta solo per mettere ancor più in ginocchio il paese, stringendo sempre più stretta la “cravatta”. L’obiettivo primario era di colpire la Russia in duplice maniera: facendo sostenere le politiche finanziarie della BCE col denaro russo, meno virtuale di quello di “Bankfurt”, e di avvelenare, al contempo, i rapporti fra Nicosia e Mosca, frenando così l’ascesa geopolitica di quest’ultima nel Mediterraneo.

Gran parte dei depositi bancari a Cipro sono infatti russi, sia per vantaggi fiscali sia perché il colosso eurasiatico ha mire “espansionistiche” sull’isola, che vorrebbe vedere entrare nella sua orbita, ma con dei vantaggi reciproci, il che è visto con terrore sia dall’UE che dalla NATO. Mosca ha, infatti, fornito più aiuti “reali” a Cipro, e anche alla Grecia, di quanti ne abbiano stanziati da Bruxelles, con la differenza che questi ultimi erano più dannosi che efficaci, come lo sarebbero i 10 miliardi di Euro prestati al governo di Nicosia a strozzo.

I soldi avvelenati di “Bankfurt”, non solo non avrebbero risolto i problemi ciprioti, ma avrebbero fatto sprofondare l’Isola ancor più nel debito, paralizzandone l’economia, visto il deposito infruttifero forzoso di 5,8 miliardi da raccogliersi con il prelievo sui depositi bancari. Mossa che avrebbe quindi fatto fuggire preziosi investimenti stranieri i quali, invece, potrebbero venire efficacemente usati per rilanciare l’economia locale.

Attirare investimenti stranieri è da sempre visto, a torto o a ragione, come indispensabile per la crescita interna, eppure se questi sono russi non possono andar bene: il denaro estero è noto che vincola il paese alle politiche del creditore e dell’investitore, pertanto non ci si può permettere che questa dinamica sposti il baricentro geopolitico dell’isola. Quel denaro è il male che potrebbe permettere a Cipro di svincolarsi dalla catena politico-finanziaria atlantista.

Ci sono anche altri “dettagli” dimenticati dai commentatori in questi giorni. Il primo è che la Russia intende costituire una flotta del Mediterraneo, con base principale in Siria, ma con alternative che prevedono anche Cipro, che attualmente ospita, grazie a mutilazioni territoriali, basi britanniche. Una sorta di Guantanamo mediterranea insomma.

La Russia, per ottenere la possibilità di ancorare le sue navi nei porti ciprioti, ha offerto molto, sicuramente di più di quanto facciano gli occidentali al fine di scongiurare questa ipotesi. Mosca sta seguendo una politica di vantaggi reciproci che le sta dando grandi soddisfazioni in molte parti del globo, conferendole inoltre l’immagine di un paese che estende, sì, la sua influenza traendone grandi profitti, ma senza risultare uno sfruttatore, come invece accade per l’UE o gli USA.

Insomma, mentre l’Occidente segue la politica del bastone, l’Eurasia offre la carota. Anche se poi è pronta ad usare il bastone quando serve, ed è quanto ha fatto Putin, come si è ventilata l’ipotesi del sequestro dei fondi russi da parte dell’UE, tramite il parlamento cipriota tenuto sotto ricatto da “Bankfurt”. Anche il Presidente russo ha fatto la voce grossa e le sue minacce sono apparse più credibili, visto che l’assemblea non ha osato votare per l’esproprio ai danni dei risparmiatori. Che, finché sono piccoli, sono vulnerabili, ma se sono ricchi e potenti la rapina diventa impraticabile.

Putin così, mentre ad Occidente viene spacciato per uno che esercita indebite influenze su uno stato sovrano, come se Nostra Signora Germanica dell’Euro non faccia altrettanto, a Cipro sarà percepito come un salvatore del gruzzoletto del piccolo risparmiatore: un successo diplomatico per la flotta russa. Flotta che a Cipro aveva già ampie ragioni per essere percepita con favore. La Russia, infatti, è storica nemica della Turchia, che occupa indisturbata parte dell’isola, contro le risoluzioni ONU, ma con la benedizione della NATO di cui fa parte. Una simile politica putiniana potrebbe, quindi, anche estendere alla Grecia questo successo, mix di prestiti e di ostilità verso la Turchia, che è partner NATO privilegiato rispetto alla Grecia, come insegna la crisi di Cipro degli anni 70 che portò la Grecia ad uscire dal comando integrato, pur restando nell’Alleanza Atlantica.

C’è un altro motivo, sottaciuto dai media mainstream, per cui intorno al collo di  Cipro andava stretta la “cravatta”: il gas di cui sarebbe ricca la sua piattaforma continentale. Non si può permettere che questo gas possa far uscire Cipro dalla crisi, anzi bisogna ipotecarlo prima che ne cominci lo sfruttamento, il che potrebbe essere ritardato a lungo favorendo le infondate rivendicazioni turche sui giacimenti. Tuttavia si sono fatti i conti senza Nostra Signora Moscovita del Gas, che non intende perdere il controllo su questa materia prima. Ed in questo senso, anche, va visto l’interesse a dislocare la flotta a Cipro.

Una ingerenza, certamente, ma di matrice diversa da quella di chi vuole impossessarsi della preziosa risorsa energetica espropriandone con l’usura il legittimo proprietario: la Russia qualcosa in cambio concede e con la sue navi ne potrebbe anche velocizzare le possibilità di sfruttamento, visto che nulla la lega alla Turchia se non la storica e motivata inimicizia. Che ha, anzi, già colpito facendo fallire l’insensato gasdotto Nabucco, grazie al South Stream.

La Russia, però, ha da far valere anche il North Stream, di vitale importanza per la Germania. Dove molti ambienti stanno, perciò, perorando una ripesa della Ostpolitik, sia pure in versione capitalista, a discapito dell’atlantismo, anche finanziario. Questo ha aiutato Putin nel rintuzzare l’attacco che l’Unione Europea gli ha sferrato provando a colpire Cipro. La Russia non è un PIIGS che si può bistrattare, e potrebbe chiudere il rubinetto del gas.

Putin, quindi, ha vinto il primo round di questa battaglia geopolitica condotta con armi finanziarie. Non va mai dimenticato che i giochi della finanza non possono essere interpretati isolatamente, ossia senza ampliare la visione almeno alla situazione geopolitica: anche le flotte pesano nei giochi delle Borse.

Ferdinando Menconi

Obama in Israele, “finalmente”. Ma per fare cosa?

Siria. La CNS elegge il suo “Primo Ministro”