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È una Zanzara? Schiacciamola

Uno scherzetto, trullallà. E quindi, suvvia, perché mai bisognerebbe aversene a male?

Certo: la telefonata di un falso Nichi Vendola, che chiama un senatore del MoVimento 5 Stelle e gli offre un posto nelle schiere di Sel, qualora sopravvenissero contrasti insanabili con Grillo, ha causato delle conseguenze alquanto spiacevoli ai diretti interessati. Con il senatore Campanella che denuncia pubblicamente il tentativo di “seduzione”. Con Vendola che si affretta a smentire tutto e denuncia la beffa. Con lo stesso Campanella che prende atto del raggiro e si scusa.

Ma, appunto, che volete che sia? Poiché la burla è stata organizzata da un conduttore radiofonico di successo, che ha fatto del dileggio e della cialtroneria le sue bandiere, allora va da sé che debba essere accettata di buon grado. A meno di volersi consegnare, con danni di immagine persino maggiori, alla insopportabile schiera di quelli che non sanno stare al gioco. E che, perciò, violano il Principio Numero Uno della comunicazione mediatica: ridurre tutto a una qualche forma di intrattenimento, il cui scopo supremo è fare incetta di spettatori, confidando di essere apprezzati non già per le proprie doti intellettuali (che noia) o morali (che super noia), bensì per la propria “simpatia”. Oppure, poiché anche l’orrido ha il suo fascino perverso, per la propria “antipatia”.

Metodo Sgarbi, ad esempio. Litigate a getto continuo e insulti a mitraglia. Da zero a cento, sulla scala Barnum dell’incazzatura live, in trenta secondi netti, o anche meno. Forse che lo chiamano in tivù per ragionare? Macché. Solo per sbraitare. Risultato garantito, d’altronde: il suo personaggio è sempre pronto ad andare in scena, e a replicare lo sketch che lo ha reso famoso. La sua maschera - in quella nuova e miserevole commedia dell’arte (l’arte di acquisire una qualsivoglia notorietà) che nei media dilaga un po’ dappertutto – è quella del Professore emerito, e isterico, che usa i suoi studi come un randello, o come un frustino. Il che, naturalmente, cancella ogni valore propriamente culturale di quel sapere e lo immiserisce a puro nozionismo. O, peggio, a esibizionismo vanesio. Ma chissenefrega, dacché mediaticamente funziona.

Lo stesso Sgarbi, guarda caso, è tra gli ospiti abituali del suddetto «conduttore radiofonico di successo». Il quale, per chi non lo avesse già identificato, si chiama Giuseppe Cruciani ed è l’artefice del programma che ha allestito il giocoso trabocchetto nel quale, fatalmente, sono caduti sia Vendola che Campanella.

Un programma che si intitola “La zanzara” e che va in onda su Radio 24. In teoria un talk show, di natura giornalistica. Di fatto un trash show, che usa le notizie come un mero pretesto per tirare fuori il peggio da chiunque sia così sciocco, o avventato, o connivente, da intervenire. Una discarica (ops, una trasmissione) che peraltro mena gran vanto delle proprie caratteristiche. A un ascoltatore che lo accusava di essere ai limiti della prostituzione intellettuale, il garrulo Cruciani ha replicato testualmente, e con malcelato compiacimento, «Sono una zoccola».  

Una volta tanto, bisogna dargli ragione.

Federico Zamboni.


Se vuoi approfondire:

“Loro, i nullificatori” – Mensile n. 26, novembre 2010

Ah, il mandato "esplorativo"

Obama in Israele, “finalmente”. Ma per fare cosa?