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E Monti vara l'ultima beffa

Sbloccati 40 miliardi per le imprese. A rate. La prima a fine anno. La seconda l'anno prossimo...

La vicenda del nostro Stato, che da una parte, magari tramite Equitalia, intima a cittadini e imprese di saldare eventuali conti aperti con il fisco, con metodi che definire discutibili, se non proprio di estorsione legalizzata a dir poco, è nota.

Ed è conosciuto anche il dato secondo il quale chiudono un centinaio di attività al giorno ormai da tanto tempo perpetuando un trend di almeno un paio d'anni. Allo stesso tempo, come sappiamo, lo Stato deve molto denaro alle aziende che a vario titolo hanno lavorato per lui e fatturato il dovuto: circa 70 miliardi.

Ora, la notizia del giorno, se vista nella giusta ottica, è una vera e propria beffa.

I quotidiani strombazzano il fatto che l'esecutivo Monti ha appena annunciato un decreto per sbloccare 40 miliardi proprio per saldare i debiti delle PA.

Ciò sarà possibile grazie, si fa per dire, a uno 0,5% di deficit pubblico in più - che dunque peserà sulle casse dello Stato per altri versi - proprio per poter effettuare l'operazione. 

Naturalmente Mario Monti è tronfio della cosa: «La disciplina di bilancio paga, è penosa, faticosa, ma rende». Queste le sue parole. False, per essere precisi. E per ben due motivi. Più un terzo, a latere ma fondamentale.

Andiamo con ordine. Il primo è perché tale disciplina, di cui ciancia il Presidente del Consiglio, non ha pagato affatto, visti i conti e i dati fondamentali del nostro Paese che sono tutti - tutti, indistintamente - peggiorati. Il secondo perché, come confermato dalla ipotesi di questo decreto, per poterlo mettere in pratica si dovrà, appunto, aumentare ulteriormente il deficit pubblico. Il terzo motivo, dicevamo, è però il più importante di tutti. E riguarda la tempistica di tale "sblocco" di denaro.

Dunque, una prima tranche, da 20 miliardi, è "prevista" per la seconda metà del 2013. E una seconda, di pari importo, addirittura per l'anno prossimo. Sempre secondo previsioni.

Si tratta insomma di una beffa. Perché la norma andrebbe a sanare una situazione già stravecchia che ha causato, tra le altre cose, la chiusura di tante imprese che avevano insoluti da parte dello Stato. Perché molte di queste imprese non arriveranno proprio, ancora in attività, ad aspettare il rilascio della prima tranche per la fine dell'anno, e perché ancora meno, c'è da giurarci, potranno aspettare addirittura il 2014.

Si tratta di una situazione che va nella direzione di quell'allentamento europeo - Monti ha ricevuto l'ok dall'Europa - sull'austerità del quale abbiamo scritto sin dal giorno dopo le elezioni italiane ma che, come si vede entrando nei dettagli e ragionando, è uno specchietto per le allodole. Irritante, per giunta.

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