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Grillini: da "controllori" a controllati

Mentre ci si appresta a "vedere le carte", cioè a capire se in qualche modo questa sgangherata legislatura potrà partire o meno, si è manifestato un cambiamento essenziale all'interno dell'arco parlamentare ma soprattutto a livello mediatico. E nella attenzione - o percezione - dei cittadini. Grillo e il suo MoVimento è passato dallo svolgere il ruolo di "controllore", così come continua a ribadire di voler fare ogni giorno, a quello di essere "controllato". E non è un cambiamento di poco conto. Perché al di là delle dichiarazioni, è proprio nei fatti che si sta verificando questo rovesciamento della situazione.

I Cinque Stelle sono entrati in Parlamento sedendosi in alto, e giù quotidiani e televisioni a sottolineare la cosa. I nuovi eletti si sono sperticati nell'affermare, a ogni taccuino o microfono davanti, che sono lì per controllare l'operato degli altri. Non fosse che, ma questo era (o doveva essere) evidente, sedendo lì, su quei banchi, non potevano certo fare la sola operazione di supervisione ma, appunto, in un modo o nell'altro, avrebbero dovuto in ogni caso sporcarsi le mani. Dunque svolgere alcune operazioni, le quali sarebbero state fatalmente messe sotto la lente di ingrandimento. Insomma, controllate millimetro per millimetro. E così è stato.

Diciamolo subito: le prime "azioni" svolte dai grillini non sono confortanti per quanti vi avevano riposto le proprie speranze. Ma attenzione a due cose: è troppo, troppo presto per tirare le somme; e poi, ovviamente, era inevitabile che andasse così, almeno in questa prima fase.

Tutto perduto? Neanche per idea. Ma insomma ci sono alcune cose che vanno pur sottolineate.

Chiaro, la maggior parte di quelle persone, di quei cittadini, non hanno neanche mai partecipato a un consiglio comunale, dunque era evidente che potessero essere impreparati non solo alle procedure tipiche dell'attività parlamentare, ma anche e soprattutto ai vari bizantinismi di palazzo nei quali invece le cariatidi precedenti sguazzano. E, come detto, in molti sono cascati in errore con tutte le scarpe.

Grillo era pienamente cosciente di questa certezza, del fatto, cioè, che i grillini sbarcati avrebbero incontrato diverse difficoltà di ordine pratico e strategico e sarebbero stati presi nella rete - metapartitica - per essere poi sbertucciati dalla rete mediatica e infine attaccati da parte di quella stessa rete (web) che gli ha permesso di arrivare in Parlamento. Così come Grillo ha già messo nel conto che una parte di questi possa cadere, o prima o poi, nell'indotto della cooptazione tipica del nostro metaparlamento. 

Non è questo il punto. Chiaro che ci saranno defezioni, vuoi per ingenuità (motivazione più probabile), vuoi per indegnità (motivazione purtroppo non eliminabile alla radice). Ma ciò su cui il MoVimento 5 Stelle deve fare blocco è esattamente nell'educazione alle forme e alle metodiche attraverso le quali si muove in quelle stanze e che poi, fatalmente, si riversano all'esterno con la complicità dei media di regime armati a pallettoni proprio per abbattere la vera novità di questa stagione politica. Sono tutti in trincea, pronti con il mitra spianato, ad aspettare la benché minima defezione per fare una strage. Sul nulla, il più delle volte. Ma dall'elevato impatto mediatico.

Non è tanto questione di questa o quella dichiarazione rilasciata con disattenzione al microfono di turno, e nemmeno di questo o quello scivolone sulle più elementari capacità di cautela nel muoversi, nel votare o non votare, nell'affermare o nello smentire qualsiasi cosa.

I grillini sono dentro al Parlamento e pertanto a questo concorrono. Governo od opposizione che facciano, voto o non voto, appoggio esterno o meno a questa o quella norma, si tratta comunque di "azioni" sistemiche.

Tralasciamo (e lasciamo agli altri) tutti i casi da cronaca parlamentare di costume in servizio permanente effettivo, che non sono rilevanti e che non ci interessano. Ma non possiamo fare lo stesso con cose che, invece, devono essere rilevate.

L'ultima, in ordine di tempo, è la dichiarazione di ieri dopo il colloquio con Napolitano. I grillini hanno chiesto incarico completo - e ci può stare - oppure, attenzione, presidenza di Copasir e di Vigilanza Rai.

Siamo in pieno, totale e arcinoto schema di contrattazione parlamentare. O, se volete, politica politicante. 

Una miseria, vista con gli occhi di chi vedeva nel MoVimento i segni di una rivoluzione che - è chiaro ormai, vero? - l'M5S non può portare. Ma una cosa inevitabile, visto che i grillini è proprio la via sistemica e parlamentare che hanno scelto per la loro battaglia.

Si tratta, per le due richieste fatte, di ruoli chiave all'interno del Parlamento. E ciò riporta alla frase ormai celebre «apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno». E probabilmente riusciranno a presiedere anche qualche Commissione. Di poltrone si tratta. Tattica inevitabile, beninteso, e augurabile da parte di tutti quelli che, scegliendo Grillo e la via sistemica, vogliono che l'M5S conti a livello parlamentare.

La cosa riporta direttamente al punto di partenza: da controllori degli inciuci di palazzo adesso essi sono di fatto inclusi negli stessi, volenti o nolenti. E diventano pertanto controllati. È ora dunque, dal momento che saranno seduti su quelle poltrone, semmai, che inizia la fase più difficile. Ma se non si correggono le dinamiche degli errori già commessi si rischia seriamente di capitolare.

C'è solo da sperare dunque, soprattutto per tutti gli attivisti che li hanno votati, che i grillini riescano a non farsi fregare più di tanto, o se non altro a evitare goffe figure da Prima Repubblica come quella della votazione di Grasso o come l'inestricabile, almeno sino a ora, storia dei comunicatori, dei portavoce, di chi va in tv e chi no, e di chi invece apre bocca e gli dà fiato non riuscendo a far capire alla gente, a tutta l'altra gente, a quella che sta fuori dal Parlamento, chi sta parlando e a nome di chi. 

Valerio Lo Monaco

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