Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La Cina arraffa terreni in Europa

Ritorno al latifondismo? Se lo chiede il Guardian, che ha analizzato i risultati di un rapporto recente sulle proprietà agricole del vecchio continente (qui lo studio). Risultati sotto certi aspetti sconcertanti soprattutto se li si mette nella giusta prospettiva.

Quello che sta accadendo è che quasi come nei paesi "in via di sviluppo", in tutta Europa vasti appezzamenti di terreno cadono letteralmente nelle mani delle grandi compagnie. Dei compratori stranieri, spesso a carattere fortemente speculativo e anche dei fondi pensione. 

Non solo. Che la Cina stia espandendo la propria influenza in tutta Europa è fenomeno sul quale aggiorniamo da tempo. Il colosso, forte di fondi speculativi enormi, in costante surplus e con l'assoluto controllo della propria moneta, non trova di meglio che andare a fare acquisti nei luoghi ove ciò risulti molto vantaggioso. E l'Europa in crisi è una preda enorme, in tal senso. Ma il fatto che ora ci si stia spostando sull'acquisto di enormi terreni equivale a perdere, letteralmente, pezzi di territorio e ulteriore sovranità. AAA Europa in svendita, insomma.

Ci sono molte ricerche a confermare questa tendenza, come quelle del Transational Institute che abbiamo citato oppure quella di Via Campesina (qui) che dimostrano un fenomeno ben preciso. E terribile: gli agricoltori locali vengono emarginati dal mercato dal recente aumento degli acquisti da parte delle società cinesi. Ma non solo: a prendere parte al banchetto ci sono anche capitalisti mediorientali, hedge fund, oligarchi russi e multinazionali. Fenomeno, peraltro, al quale non solo l'Unione Europea non si oppone come dovrebbe se fosse uno strumento a favore degli europei, ma che in larga parte di fatto concorre ad alimentare: la speculazione è attratta dalle sovvenzioni per i proprietari terrieri offerte dalla Politica Agricola Comune dell'Ue (qui)

A quanto riporta il Guardian:

metà dei terreni agricoli dell’Ue è concentrata nel 3 per cento delle grandi aziende che superano i cento ettari (247 acri). In alcuni paesi Ue l’iniquità della distribuzione dei terreni raggiunge i livelli del Brasile, della Colombia e delle Filippine. […] Le compagnie cinesi hanno messo piede in Bulgaria mentre le società mediorientali hanno grosse attività in Romania. […] La concentrazione della terra sta aumentando. Nel 1966 in Germania c’erano 1,2 milioni di proprietari terrieri, ma nel 2010 erano appena 299.100. […] In Andalusia il numero di fattorie è crollato di oltre due terzi. Nel 2010 il 2 percento dei proprietari possedeva metà della terra. 

A fronte di questo, visto che la politica europea non solo non si oppone alla cosa ma come abbiamo visto la facilita, ci sono una serie di iniziative private che si stanno giustamente muovendo per arginare la situazione. Alcune comunità hanno occupato la terra. In Andalusia, ad esempio, alcuni agricoltori senza terra occupano terreni collettivamente e li coltivano. E anche a Vienna, addirittura, ci sono comunità di giovani che occupano terre fertili anche nelle aree urbane.

Il dato che emerge è non solo quello di una Unione Eropea che non fa nulla per contrastare il fenomeno di conquista da parte degli stranieri e anzi di fatto lo favorisce, ma soprattutto il fatto che da quello che può essere considerato come un vero esproprio della terra, discendono, a catena, una serie impressionante di conseguenze.

In un mondo in cui il lavoro nei nei servizi diminuisce, per non parlare dell'industria, e che è in costante crescita demografica, intervenire e privatizzare delle terre equivale a mettere sotto scacco, anche dal punto dei risvolti prettamente alimentari, un intero continente. E visto che i nuovi padroni terrieri sono attori a forte carattere speculativo, potrebbe presto essere ricordato come un periodo d'oro persino quello della mezzadria. 

Boston: terrorismo ceceno?

E Grillo ora dovrebbe passare all'incasso