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Parole, parole, parole…

Viene comunicato come cosa già acquisita. Complimenti per l'operazione inclusi. Invece di acquisito c'è solo la promessa. Si tratta del "Decreto Shock" per rilanciare l'economia. Da fare entro fine giugno prima di andare in Europa a chiedere l'unica cosa possibile, per questo governo: denaro.

In casa, a livello di economia interna, non si può fare assolutamente nulla. Si metta in pace Brunetta e tutto il carrozzone.

Il "decreto-fare", come lo ha pomposamente definito Franceschini, si riduce dunque solo a una cosa: prendere un aereo e sperare che dalle parti di Bruxelles siano ormai maturi i tempi per quel cambio di rotta che è nell'aria almeno da febbraio. Qualcosa l'Eurogruppo dovrà decidere, Merkel o non Merkel, per dare se non altro l'impressione che la politica di austerità, recentemente ritenuta troppo dura anche dal Fondo Monetario Internazionale, sia quanto meno alleviata. Un po' di denaro a pioggia, qualche norma strombazzata, e l'intenzione di dare a far credere agli europei che se non altro si è ripresa la strada della risalita dal burrone recessivo nel quale siamo da due anni in modo conclamato.

Ora, se è vero che anche a livello europeo si tratta di una ennesima illusione data in pasto a tutti, visto che non esiste un solo indicatore né una sola strategia tra quelle abbozzate che possa invertire la rotta inevitabile del collasso sistemico nel quale siamo, figuriamoci quanto di vero può esserci nella parole del governissimo piccino di Letta.

Dalle nostre parti si parla di misure fiscali per l'occupazione e la semplificazione. Come se semplificando le procedure si possa intervenire allo stesso tempo, e indirettamente, anche sul motivo di fondo di questa crisi. E allora diciamolo chiaramente: a nulla possono servire semplificazioni di qualsiasi tipo se poi, pur essendo facilitati, i nuovi occupati andrebbero a produrre ciò che in ogni caso non può essere acquistato da nessuno.

La cosa è chiara anche a livello europeo, naturalmente. E per intenderci anche dalle parti della Germania, dove ormai si esporta meno proprio per il motivo, elementare, che sono sempre meno le persone in grado di fare acquisti. Del resto, se si risparmia anche sul cibo, come evidenziano gli ultimi dati relativi ai consumi dei generi alimentari, non è che ci sia poi tanta possibilità di fare spese di altro tipo.

Le persone vanno ancora vestite bene in giro, e ci sono sempre automobili in circolazione. Magari un po' rotte, ma ci sono. Vero. Perché all'italiano medio, per quel che riguarda il nostro Paese, è rimasta - e per fortuna - almeno l'abitudine di dimostrare dignità. Gli armadi delle persone sono stracolmi di tutto, quel tutto accumulato negli anni precedenti. E piuttosto che dire no a una ipotesi di una pizza la sera a cena, con quattro amici, magari si risparmia su tutto il resto. Ma è all'interno delle abitazioni, al riparo dagli occhi indiscreti, che si consuma la vera realtà della situazione. In quelle bollette pagate in ritardo. In quelle assicurazioni non pagate (1 automobile su 10 gira senza assicurazione, ci dicono i controlli). In quel cibo ridotto portato in tavola. In tutto quello che si può occultare all'esterno senza dare troppo nell'occhio. E si tratta di uno strenuo - e dignitoso - tentativo di mantenere se non altro un decoro atavico che almeno alcuni di noi hanno ricevuto in dote da chissà quale antenato. 

Per il resto è silenzio. Le uniche parole che si levano, appunto, sono quelle roboanti della politica. Che sui temi sui quali realmente non può che esprimersi con un sì o con un no, infatti, "incarta la palla".  Ma insomma ci sarà questo taglio all'aumento dell'Iva? Non si sa. Appunto.

Aspettiamo dunque non oltre il 27 e 28 giugno prossimi, date in cui si svolgerà l'incontro in Europa. Anzi almeno un paio di giorni prima, dove i dettagli di questo "decreto del fare", se esiste, dovranno essere resi pubblici con qualche notizia in più. Per il resto, per ora, non c'è assolutamente nulla da commentare, se non le parole vuote che rimbombano, in merito a questo argomento, nei telegiornali della sera.

Valerio Lo Monaco

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