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Il Bilderberg si "normalizza". E noi ci caschiamo

Enrico Cucchiani, Lilli Gruber, Mario Monti e Bernabé. Ma anche Barroso, Jeff Bezos, Timothy F Geithner, Kissinger, Lagarde e Lawrence Lessig, Richard Perle e David H. Petraeus.  Ma forse è più facile mettere a fuoco la cosa parlando di aziende: AXA Group, Deutsche Bank AG, Zurich Insurance Group Ltd, Barclays plc, British Petroleum, American Enterprise Institute, Goldman Sachs & Co., Novartis, HSBC, Lazard, Alcoa, Google, Syngenta, Shell.

Sono alcuni dei partecipanti alla annuale riunione del Gruppo Bilderberg che si terrà domani a Watford, in Inghilterrra. Pubblichiamo la lista completa (anche se completa supponiamo non sia) a fondo pagina.

Del Bilderberg, chi frequenta internet e i siti di controinformazione, e chi si è documentato su diversi libri usciti recentemente che tali siti hanno del resto indicato a più riprese, sa già molto. O almeno quanto basta. Tutti gli altri, chi si informa solo con la televisione soprattutto, non hanno invece idea di cosa sia.

Non torniamo sull'argomento, che abbiamo del resto affrontato in tante circostanze (qui una rapida panoramica di quanto pubblicato sul nostro sito). E non è una novità neanche vedere i partecipanti italiani all'edizione 2013.

Ricordate Monti quando, il giorno del suo insediamento in Parlamento, rassicurava tutti sul fatto che non avrebbe fatto alcun "favore" ai suoi ambienti di provenienza e avrebbe invece pensato solo alle sorti del Paese? Pubblichiamo il video di quella dichiarazione in calce all'articolo. Poi sappiamo come è andata a finire, e a chi e cosa sono servite realmente le operazioni fatte dal governo del professore. Che oggi, appunto, ritorna "a casa" e siede ai tavoli con commensali di quel calibro.

Anche in questo caso, però, la storia è nota. E allora cosa c'è di nuovo da rilevare da questo incontro del Bilderberg? A nostro avviso un elemento di novità esiste, ed è assai preoccupante. Dunque, contrariamente a quanto avvenuto sino a ora, questo incontro del Bilderberg in particolare è stato molto "comunicato". La notizia è apparsa in tanti media, e addirittura è stato rilasciato, come fosse, appunto un comunicato qualsiasi, l'elenco dei partecipanti. Parziale quanto si vuole, come è facile immaginare, ma un elenco vero e proprio. Non solo: per la prima volta è stato istituito un vero e proprio ufficio stampa, un elemento, cioè, di comunicazione atto proprio a relazionarsi con vari attori dei media che vogliano andare a vedere cosa succede alla riunione. Ed è stato addirittura approntata, attorno all'area di svolgimento delle operazioni, una zona riservata proprio a chi andrà invece a protestare contro la riunione.

Siamo quasi al delirio: chi va a manifestare sarà non solo accettato, ma addirittura "accolto". In un recinto predefinito dagli organizzatori e dalle forze di sicurezza allertate alla cosa, naturalmente. Ma insomma il passaggio è evidente.

Diciamolo subito chiaramente: ciò che sta avvenendo è una normalizzazione della cosa. È come se il Gruppo Bilderberg, da "riunione segreta dei potenti e degli influenti del mondo" si voglia adesso far passare come una cosa quasi normale tanto dal poterla comunicare in modo ufficiale. Come fosse un G8 qualsiasi.

Attenzione perché il dato che emerge ha un duplice significato.

Prima che internet iniziasse a essere usato e considerato come un mezzo di informazione, e abbia dato modo a tantissime realtà di esprimersi e comunicare abbattendo i costi di produzione e diffusione che i media precedenti avevano e hanno (costi che rappresentavano una barriera d'ingresso a chiunque volesse entrare nel mondo della comunicazione) del Bilderberg non sapeva nessuno. O quasi. Lo conoscevano i suoi partecipanti e le persone più vicine a essi. E lo conoscevano vari elementi, a titolo differente beneficianti degli stessi attori che ne fanno parte, i quali condividevano, ognuno nei rispettivi ambiti di lavoro e influenza, le direttive. Professori universitari, politici, intellettuali e giornalisti di fatto a libro paga arrivavano quasi miracolosamente ai vertici delle istituzioni e dei soggetti del proprio ambito lavorativo, beneficiando dei rispettivi compensi, rendendo il favore facendo in modo di non ostacolare se non proprio veicolare, ripetiamo, ognuno nel suo ambito, ciò che all'interno delle riunioni del Bilderberg veniva deciso. Il caso di un giornalista in posizione dominante, come il conduttore di un talk show oppure il direttore di un giornale, è emblematico: avrebbe mai potuto scrivere o lasciar scrivere e dire a qualcuno una qualsiasi cosa che potesse andare a ledere gli interessi di qualcuno dei partecipanti al Gruppo Bilderberg che in tale posizione lo aveva fatto arrivare?

Da quando il web ha aperto le porte ai discorsi "altri" e a notizie e commenti che sui media ufficiali non sarebbero mai apparsi, i temi e l'importanza del Bilderberg sono invece iniziati a circolare in modo molto più diffuso. Sinteticamente: oggi molte più persone sanno cosa è questo consesso e cosa rappresenti per le strategie internazionali dei grandi centri di potere. Politico, industriale, finanziario, e mediatico. Impossibile insomma tenerlo nascosto come fatto per tanti decenni. 

Dal punto di vista strategico, il Bilderberg, oggi, a questo punto aveva solo due possibilità. Continuare imperterrito a "muoversi" come prima, cioè quasi nell'ombra. Oppure dare l'impressione di non nascondersi poi troppo. Si è scelta questa seconda strada, evidentemente. Normalizzare, rendere come usuale senza molto da nascondere il fatto che una volta all'anno si riuniscano personaggi di tal calibro e influenza è la strategia migliore per disinnescare buona parte di tutte le proteste montanti per una situazione del genere.

Come dire: non c'è nessun complotto, il tutto avviene (quasi) alla luce del sole e dunque tutto quello che la controinformazione tenta di comunicare in merito alle fatali strategie di questo incontro non ha ragione di esistere. Certo, l'incontro è sempre a porte chiuse, l'ufficio stampa comunica solo ciò che i partecipanti alla riunione ritengono utile e necessario e non il resto, ma insomma, come si vede, la cosa rientra nell'alveo della normalità. Del resto se non si riesce a sapere per filo e per segno neanche cosa si dice in un normale Consiglio dei Ministri di un qualsiasi Paese non si vorrà mica che si lasci fare una diretta streaming di una riunione di soggetti privati di quel tipo, no?

Il messaggio implicito che viene veicolato da questa operazione di normalizzazione e la percezione che deriverà da questa nuova strategia sono chiari: da una parte che molto di quello che viene detto e scritto dai "complottisti" è falso, dall'altro lato che, dunque, non è che ci sia poi molto da temere.

Non dubitiamo che tale operazione vada in porto: i più cadranno fatalmente nella trappola. Del resto, e questo è il secondo punto fondamentale, oggi non ha letteralmente più alcun senso parlare di complotti e di cose segrete: tutto avviene sotto alla luce del sole. Tutti sanno che è la finanza a governare il mondo, che sono le Banche e le grandi multinazionali a essere beneficiate dai sacrifici che vengono imposti ai cittadini. Molto semplicemente, però, non c'è quasi nessuno che di fronte a questa evidenza si senta tanto indignato dal fare qualcosa per rovesciare la situazione. Non c'è alcun complotto, è tutto molto chiaro. Ma tutto viene ritenuto ormai normale e non degno di essere preso tanto in considerazione dallo scatenare una reazione violenta in modo almeno pari alla azione subita.

La sintesi estrema, elementare, è la seguente: "sì, da questa riunione del Bilderberg verranno fuori le strategie imposte dalla finanza che regoleranno le nostre vite nei prossimi anni. E che ovviamente beneficeranno le aziende e gli interessi dei partecipanti alla riunione a discapito di tutti gli altri. Ma che cosa c'è di strano?".

Valerio Lo Monaco

 

Elenco partecipanti edizione 2013 (quello ufficiale, almeno...) 

Presidente: Henri de Castries, Chairman and CEO, AXA Group

Paul M. Achleitner, Chairman of the Supervisory Board, Deutsche Bank AG

Josef Ackermann, Chairman of the Board, Zurich Insurance Group Ltd

Marcus Agius, Former Chairman, Barclays plc

Helen Alexander, Chairman, UBM plc

Roger C. Altman, Executive Chairman, Evercore Partners

Matti Apunen, Director, Finnish Business and Policy Forum EVA

Susan Athey, Professor of Economics, Stanford Graduate School of Business

Asli Aydintasbas, Columnist, Milliyet Newspaper

Ali Babacan, Turkish Deputy Prime Minister for Economic and Financial Affairs

Ed Balls, Shadow Chancellor of the Exchequer

Francisco Pinto Balsemão, Chairman and CEO, IMPRESA

Nicolas Barré, Managing Editor, Les Echos

José Manuel Barroso, President, European Commission

Nicolas Baverez, Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP

Olivier de Bavinchove, Commander, Eurocorps

John Bell, Regius Professor of Medicine, University of Oxford

Franco Bernabè, Chairman and CEO, Telecom Italia S.p.A.

Jeff Bezos, Founder and CEO, Amazon.com

Carl Bildt, Swedish Minister for Foreign Affairs

Anders Borg, Swedish Minister for Finance

Jean François van Boxmeer, CEO, Heineken

Svein Richard Brandtzæg, President and CEO, Norsk Hydro ASA

Oscar Bronner, Publisher, Der Standard Medienwelt

Peter Carrington, Former Honorary Chairman, Bilderberg Meetings

Juan Luis Cebrián, Executive Chairman, Grupo PRISA

Edmund Clark, President and CEO, TD Bank Group

Kenneth Clarke, Cabinet Minister

Bjarne Corydon, Danish Minister of Finance

Sherard Cowper-Coles, Business Development Director, International, BAE Systems plc

Enrico Cucchiani, CEO, Intesa Sanpaolo SpA

Etienne Davignon, Belgian Minister of State; Former Chairman, Bilderberg Meetings

Ian Davis, Senior Partner Emeritus, McKinsey & Company

Robbert H. Dijkgraaf, Director and Leon Levy Professor, Institute for Advanced Study

Haluk Dinçer, President, Retail and Insurance Group, Sabanci Holding A.S.

Robert Dudley, Group Chief Executive, BP plc

Nicholas N. Eberstadt, Henry Wendt Chair in Political Economy, American Enterprise Institute

Espen Barth Eide, Norwegian Minister of Foreign Affairs

Börje Ekholm, President and CEO, Investor AB

Thomas Enders, CEO, EADS

J. Michael Evans, Vice Chairman, Goldman Sachs & Co.

Ulrik Federspiel, Executive Vice President, Haldor Topsøe A/S

Martin S.Feldstein, Professor of Economics, Harvard University; President Emeritus, NBER

François Fillon, Former French Prime Minister

Mark C. Fishman, President, Novartis Institutes for BioMedical Research

Douglas J. Flint, Group Chairman, HSBC Holdings plc

Paul Gallagher, Senior Counsel

Timothy F Geithner, Former Secretary of the Treasury

Michael Gfoeller, US Political Consultant

Donald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company

Ulrich Grillo, CEO, Grillo-Werke AG

Lilli Gruber, Journalist - Anchorwoman, La 7 TV

Luis de Guindos, Spanish Minister of Economy and Competitiveness

Stuart Gulliver, Group Chief Executive, HSBC Holdings plc

Felix Gutzwiller, Member of the Swiss Council of States

Victor Halberstadt, Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings

Olli Heinonen, Senior Fellow, Belfer Center for Science and International Affairs, Harvard Kennedy School of Government

Simon Henry, CFO, Royal Dutch Shell plc

Paul Hermelin, Chairman and CEO, Capgemini Group

Pablo Isla, Chairman and CEO, Inditex Group

Kenneth M. Jacobs, Chairman and CEO, Lazard

James A. Johnson, Chairman, Johnson Capital Partners

Thomas J. Jordan, Chairman of the Governing Board, Swiss National Bank

Vernon E. Jordan, Jr., Managing Director, Lazard Freres & Co. LLC

Robert D. Kaplan, Chief Geopolitical Analyst, Stratfor

Alex Karp, Founder and CEO, Palantir Technologies

John Kerr, Independent Member, House of Lords

Henry A. Kissinger, Chairman, Kissinger Associates, Inc.

Klaus Kleinfeld, Chairman and CEO, Alcoa

Klaas H.W. Knot, President, De Nederlandsche Bank

Mustafa V Koç,. Chairman, Koç Holding A.S.

Roland Koch, CEO, Bilfinger SE

Henry R. Kravis, Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.

Marie-Josée Kravis, Senior Fellow and Vice Chair, Hudson Institute

André Kudelski, Chairman and CEO, Kudelski Group

Ulysses Kyriacopoulos, Chairman, S&B Industrial Minerals S.A.

Christine Lagarde, Managing Director, International Monetary Fund

J. Kurt Lauk, Chairman of the Economic Council to the CDU, Berlin

Lawrence Lessig, Roy L. Furman Professor of Law and Leadership, Harvard Law School

Thomas Leysen, Chairman of the Board of Directors, KBC Group

Christian Lindner, Party Leader, Free Democratic Party (FDP NRW)

Stefan Löfven, Party Leader, Social Democratic Party (SAP)

Peter Löscher, President and CEO, Siemens AG

Peter Mandelson, Chairman, Global Counsel; Chairman, Lazard International

Jessica T. Mathews, President, Carnegie Endowment for International Peace

Frank McKenna, Chair, Brookfield Asset Management

John Micklethwait, Editor-in-Chief, The Economist

Thierry de Montbrial, President, French Institute for International Relations

Mario Monti, Former Italian Prime Minister

Craig J. Mundie, Senior Advisor to the CEO, Microsoft Corporation

Alberto Nagel, CEO, Mediobanca

H.R.H. Princess Beatrix of The Netherlands

Andrew Y.Ng, Co-Founder, Coursera

Jorma Ollila, Chairman, Royal Dutch Shell, plc

David Omand, Visiting Professor, King's College London

George Osborne, Chancellor of the Exchequer

Emanuele Ottolenghi, Senior Fellow, Foundation for Defense of Democracies

Soli Özel, Senior Lecturer, Kadir Has University; Columnist, Habertürk Newspaper

Alexis Papahelas, Executive Editor, Kathimerini Newspaper

Safak Pavey, Turkish MP

Valérie Pécresse, French MP

Richard N. Perle, Resident Fellow, American Enterprise Institute

David H. Petraeus, General, U.S. Army (Retired)

Paulo Portas, Portugal Minister of State and Foreign Affairs

J. Robert S Prichard, Chair, Torys LLP

Viviane Reding, Vice President and Commissioner for Justice, Fundamental Rights and Citizenship, European Commission

Heather M. Reisman, CEO, Indigo Books & Music Inc.

Hélène Rey, Professor of Economics, London Business School

Simon Robertson, Partner, Robertson Robey Associates LLP; Deputy Chairman, HSBC Holdings

Gianfelice Rocca, Chairman,Techint Group

Jacek Rostowski, Minister of Finance and Deputy Prime Minister

Robert E. Rubin, Co-Chairman, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury

Mark Rutte, Dutch Prime Minister

Andreas Schieder, Austrian State Secretary of Finance

Eric E. Schmidt, Executive Chairman, Google Inc.

Rudolf Scholten, Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG

António José Seguro, Secretary General, Portuguese Socialist Party

Jean-Dominique Senard, CEO, Michelin Group

Kristin Skogen Lund, Director General, Confederation of Norwegian Enterprise

Anne-Marie Slaughter, Bert G. Kerstetter '66 University Professor of Politics and International Affairs, Princeton University

Peter D. Sutherland, Chairman, Goldman Sachs International

Martin Taylor, Former Chairman, Syngenta AG

Tidjane Thiam, Group CEO, Prudential plc

Peter A. Thiel, President, Thiel Capital

Craig B. Thompson, President and CEO, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center

Jakob Haldor Topsøe, Partner, AMBROX Capital A/S

Jutta Urpilainen, Finnish Minister of Finance

Daniel L. Vasella, Honorary Chairman, Novartis AG

Peter R. Voser, CEO, Royal Dutch Shell plc

Brad Wall, Premier of Saskatchewan Province, Canada

Jacob Wallenberg, Chairman, Investor AB

Kevin Warsh, Distinguished Visiting Fellow, The Hoover Institution, Stanford University

Galen G.Weston, Executive Chairman, Loblaw Companies Limited

Baroness Williams of Crosby, Member, House of Lords

Martin H. Wolf, Chief Economics Commentator, The Financial Times

James D. Wolfensohn, Chairman and CEO, Wolfensohn and Company

David Wright, Vice Chairman, Barclays plc

Robert B. Zoellick, Distinguished Visiting Fellow, Peterson Institute for International Economics

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