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    lunedì
    set022013

    Anche le Banche licenziano. Via 19 mila posti

    Qualche tempo addietro mi sono recato in banca, in orario di apertura pomeridiana, per svolgere una operazione di versamento sul conto corrente. L'istituto presso il quale ho il conto corrente da quando ho iniziato a lavorare e ho avuto la necessità, anzi, l'obbligo, di averne uno per l'accredito dello stipendio, da sempre ha rispettato degli orari di apertura anche pomeridiani, subito dopo l'ora di pranzo e per un paio d'ore. Orario più adatto a trovare meno file agli sportelli, soprattutto da quando, ed è una tendenza che riscontro già da diversi anni, il numero degli sportelli aperti, cioè degli operatori, ha iniziato a diminuire sensibilmente. Il pomeriggio c'è comunque meno gente e si riesce a fare il tutto più rapidamente.

    Ora, da un po' di tempo, al pomeriggio, nella filiale cui mi reco non esiste più la possibilità di fare operazioni allo sportello: «Ormai si fa tutto via bancomat interno, sia versamenti che prelievi che consultazioni». E ancora: «È tutto automatizzato, rapido e semplice». Sono frasi letterali pronunciate dall'operatore al quale mi ero rivolto per chiedere lumi sullo sportello che avevo trovato inaspettatamente chiuso. Cioè, "non operativo" malgrado al di là del vetro vi fosse fisicamente l'operatore stesso. Il punto è che nel pronunciare questa frase, il tizio, mi aveva sgranato addosso un sorriso a centosettanta denti. Era insomma, o quanto meno sembrava o ancora, suppongo, doveva essere stato costretto, preparato a far percepire al cliente una buona dose di felicità per questa novità introdotta. Via la manodopera, il contatto con il l'operatore, e dunque tutto affidato a una macchina e a un pin.

    Non ho potuto trattenermi: «Perché è così felice?». «Non capisce che questa decisione della Banca è l'anticamera della perdita del suo posto di lavoro?».

    Naturalmente non ho idea di quello che deve aver pensato alla mia risposta. Né se pur avendo capito il punto poteva replicare liberamente oppure doveva, come suppongo, mantenere una comunicazione istituzionale. Comunque rimase in silenzio con il sorriso stampato in faccia. Ma suppongo che da allora a oggi deve, egli come diversi altri di pari grado e mansione, aver fatto, o essere stato costretto a fare, un ragionamento simile se non proprio analogo.

    Nel solo 2012 i lavoratori nel settore bancario sono calati di 7 mila unità. E secondo i report dei piani industriali dei prossimi anni, in ordine alle misure di risanamento che gli istituti stanno mettendo a punto per via delle sofferenze già accumulate e soprattutto in vista delle prossime imminenti, si parla di una perdita di ulteriori 19 mila unità.

    Naturalmente non ho alcuna pietà per le Banche in crisi, sia chiaro. Ne ho umanamente per i lavoratori - tutti i lavoratori - che per un verso o per un altro si trovano in difficoltà e nell'imminenza di perdere il proprio posto.

    Anche nella Banca dove ho il conto, periodicamente, si prodigano nel prospettarmi la sottoscrizione di vari piani di investimento o di accumulo, oppure mi chiedono il motivo per il quale faccio in modo che sul conto corrente vi sia una quantità di denaro appena sufficiente a regolare i piccoli flussi di cassa mensile, e non un euro di più. E provo un po' di tenerezza nel guardarli, mista a una certa soddisfazione, lo ammetto, quando alle mie risposte, ovviamente negative e sempre argomentate, aggiungo le spiegazioni che mi diverto a dare in merito alle mie abitudini "finanziarie". 

    Gli impiegati a parole mi inviano alcuni messaggi, ma sulla loro fronte generalmente leggo, a quel punto, la rassegnazione. Per ciò che non sono riusciti a vendermi, ovviamente. E spero almeno un po' la vergogna per essere stati scoperti nel cercare di rifilarmi prodotti e operazioni che oggi possono essere annoverati, in molti casi, nell'ambito delle truffe. E che rispedisco regolarmente al mittente.

    Come dire: ti dimostro che so che mi stai tentando di derubare e, implicitamente, ti sto dando del ladro.

    In ogni caso, il dato generale che oggi emerge, cioè la prossima perdita di tanti posti di lavoro nel settore bancario, esula naturalmente dalla mia esperienza personale che ho rammentato solo come episodio vissuto direttamente (e che so essere molto diffuso) e attiene invece il raggiungimento di due nuovi passaggi, chiave, nell'ambito delle Banche e della loro incidenza sulla società. 

    Per un verso continua lo smantellamento del rapporto diretto, che una volta era addirittura umano, tra Banca e cittadino. E dunque l'allontanamento inesorabile dei risparmiatori dai loro risparmi. Dall'altro verso l'avvicinarsi del momento in cui, quando le Banche saranno in crisi dichiarata, si ricorrerà, come già deciso all'Ecofin poco tempo addietro, a mettere le mani nei conti correnti privati per "salvare" gli istituti in crisi.

    Se tra noi e il nostro denaro in banca sino a ora, o meglio, sino a qualche anno addietro, c'era il direttore della filiale e anche l'impiegato allo sportello, che spesso conoscevamo da sempre quando invece oggi cambiano ogni sei mesi, a breve ci sarà solo una macchina e un conto corrente su internet a funzionare da comunicazione tra il correntista e l'istituto. Dunque - estremizzando molto, mi rendo conto - non ci sarà neanche più un direttore di Banca da poter prendere per la cravatta. E neanche più una banca fisica da poter rapinare. O nella quale far esplodere una bomba...

    I piani di risanamento delle Banche, e quelli di licenziamento di cui oggi abbiamo i numeri ufficiali comunicati anche dalla Banca Centrale Europea, vanno nella direzione di preparazione allo scenario del bail-in prossimo venturo. A quel punto, punto al quale siamo già molto vicini, sarà certamente utile, per loro, limitare per quanto più possibile le occasioni di contatto fisico tra cliente e Banca. Tra il cittadino e il suo risparmio. Più virtuale viene reso questo contatto minori problemi ci sono per chi manovra i fili.

    Valerio Lo Monaco 

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    Reader Comments (3)

    Caro Lo Monaco,

    nella banca dove lavoro, entro breve verrà persino limitato al meassimo l'invio dell'estratto conto cartaceo, ovviamente un lavoro che sarà esternalizzato, in quanto, se lo vorrai, te lo dovrei pagare salato, mentre se prenderai un 'home banking' - gratuito, of course - farai tutto da te via internet. Non è strafico? Non è in linea con le ultime tendenze?

    Strafichissimo...così strafico, che sarà il correntista a fare il lavoro e alla banca basterà approntare adeguata piattaforma informatica. Meno personale, meno rotture e più guadagno. Per inciso, fino a sette, otto anni fa per fare il lavoro che ancora faccio, eravamo in quattro. Adesso sono solo, sebbene il carico non sia diminuito di molto. L'informatizzazione, paradossalmente, non è tutto 'sto guadagno. Ed è così dovunque.

    Però, pare normale. La gente fa un fottio di straordinario e solo in pochi protestano, sebbene l'ambiente sia sempre più stressato e pesante. Perchè i padroni non dovrebbero spremere ancora di più il limone, visto che al limone piace essere ridotto in briciole?

    Saluti.

    p.s. ovviamente, con l'Hb puoi fare anche le operazioni di cui parli tu e molte altre - versamenti, bonifici, acquisti titoli - comodamente da casa tua...la banca diventerà tipo amazon, e per gl'impiegati, credo, il futuro non sarà molto diverso. Le banche ci stanno puntando molto, chissà perchè...

    lunedì, settembre 2, 2013 | Registered CommenterBruno Di Prisco

    Concordo con Di Prisco.
    La diminuzione di personale bancario non è da imputare alla crisi ma alla automatizzazione e digitalizzazione delle attività che coinvolge tutti i settori (biglietterie aeree e ferroviarie, caselli autostradali, edicole e librerie, agenzie di viaggi etc etc) ma che al tempo stesso rende possibile la pubblicazione di questo giornale su questo sito.

    lunedì, settembre 2, 2013 | Registered CommenterVittorio Paniccia

    Egregio signor Paniccia, lei ha toccato proprio il punto: sebbene non si possa sostenere che il mezzo sia del tutto neutro, c'è da chiedersi. "Come mai questi mezzi tanto utili e preziosi non servono per avere più tempo libero un po' tutti, ma vengono utilizzati per approfondire sempre di più il divario tra chi ha e chi non ha?".

    E, anche: "Come mai, date le nostre fantastiche capacità di produzione, non lavoriamo tutti meno per avere quel che basta a tutti per le necessità quotidiane, e impiegare il surplus in attività un poì più soddisfacenti che speculare sui mercati?".

    "E perchè non riusciamo a commisurare in modo adeguato l'impiego delle risorse e le condizioni di vita della popolazione, pur essendo perfettamente in grado di farlo? Gli egizi ci sono riusciti per 3.500 anni di seguito, e non mi pare avessero i mezzi che abbiamo noi, nè quelle tanto preziose concezioni sulla parità di diritti, di dignità, eccetera..."

    Non è necessario - a questo punto della vicenda umana - che ci siano padroni e schiavi, nè che muoiano di fame a milioni. Tutt'altro, direi. Eppure, ci sono sempre più schiavi, padroni sempre più ricchi e la fame è tornata anche in Europa, in pieno 2013...quando carestie, epidemie di massa, e siccità sono solo un lontano ricordo.

    Come mai?

    Stia bene.

    lunedì, settembre 2, 2013 | Registered CommenterBruno Di Prisco
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