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    giovedì
    set052013

    Renzi e il Pd: “effetto Ikea”

    Molti commentatori sono sbrigativi: di fronte al moltiplicarsi delle aperture di credito a favore di Matteo Renzi, anche da parte di dirigenti Pd che in precedenza lo avevano avversato con toni sprezzanti, se la cavano citando il proverbiale «salgono tutti sul carro del vincitore». Mero opportunismo, insomma.

    Non che non ci sia del vero, naturalmente. Visto che i politici di professione mirano appunto a poter continuare a svolgere il loro mestiere (assai ben pagato e colmo di ulteriori opportunità di gratificazione, materiale e non solo, per i loro ego solitamente ipertrofici), adeguarsi alle mutate condizioni del mercato di riferimento è pressoché indispensabile. Come i rappresentanti di commercio, all’incirca: se “tira” il vino di qualità si vende quello e si magnificano i rossi d’annata, ma se poi prevalgono le bibite gassate, sulla falsariga di quelle USA, si cambia settore e si tessono le lodi delle bollicine. Così moderne, signori miei. Così popolari, amici e compagni. Così effervescenti, yeah.

    Benché fondata, però, questa spiegazione ha almeno due difetti, che la rendono quanto mai riduttiva: innanzitutto si concentra sui voltagabbana, sorvolando sulle finalità dello schieramento che essi vanno a rafforzare; inoltre, proprio nel citare il suddetto adagio, attenuano il rilievo del fenomeno e lo riassorbono, fatalisticamente, nel calderone dei vizi umani, tanto più se italici. Il messaggio, tra le righe, è che ne abbiamo viste a iosa, di questo genere, e che c’è poco, o nulla, di cui adontarsi. Morto Berlinguer si passò, dopo l’interregno di Natta, a un traghettatore come Occhetto che sbaraccò il Pci. Morto, elettoralmente, Bersani, ci si accinge a passare, dopo la reggenza di Epifani, a un rottamatore come Renzi che con la scusa di aggiornarlo sbaraccherà il Pd.  

    Una specie di “effetto Ikea”. Si rimira il catalogo, o ci si aggira nei superstore, e ci si convince che è tutto lì a portata di mano. Dal piccolo accessorio all’arredamento completo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La tentazione non può non venire: e se invece di cambiare il singolo pezzo – abbandonando l’antiquata dormeuse “Pierluigi” in favore della giovanilissima poltrona ergonomica “Matteo” – ci si facesse coraggio e si cambiasse da cima a fondo, svuotando la propria casa ormai invecchiata e riempiendola daccapo con l’intera linea di moda, la “Renzi-Fonzie-Florence”?

    Le promesse di una rivoluzione, si sa, infiammano i cuori. E se poi il successo è annunciato, come nella fattispecie, risultano ancora più attraenti. Praticamente irresistibili.

    Federico Zamboni

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    Reader Comments (3)

    D'accordissimo...

    Però, vedremo come se la caverà con le sue miriadi di elettori il 'giovin' Matteo quando la Bce o l'Fmi (i suoi sponsor, insieme con la Germania) gli chiederanno di saldare le cambiali e dovrà picchiar duro su sanità pensioni e trasporti (mica l'hanno messo lì per gli interessi della 'sporca plebaglia')...forse, offrirà un campari a tutti e crederà di aver risolto...

    Lo sai chi m i ricorda, il buon Matteo? Quei candidati di bell'aspetto che proliferavano - ora un po' meno - nell'America Latina, quelli che promettevano di trasformare la società in una soap opera e di solito la mutavano in un remake di un film di Dario Argento...

    D'altronde, dici bene: avrà un gran successo, come era da prevedersi per uno che ha cominciato la sua irresistibile ascesa omaggiando la nuova Rosa Luxembourg, alias Maria De Filippi...

    Saluti.

    giovedì, settembre 5, 2013 | Registered CommenterBruno Di Prisco

    Caro Bruno: effetto Ikea, again. Intanto i mobili te li sei portati in casa (e loro, quindi, te li hanno venduti e ci hanno lucrato sopra); se poi te ne penti, rendendoti conto che non erano così convenienti, non è che li sostituisci in un batter d'occhio, soprattutto se non vuoi ripetere l'errore e hai capito che non è il caso di rimanere nella stessa fascia "low cost".
    Fuor di metafora, e di ironia, il punto è che dal 2008 il continuo rinvio del redde rationem è diventato la parola d'ordine del sistema: Renzi conta zero, nel decidere le strategie da seguire a livello economico e sociale, ma serve a creare un'ennesima illusione negli elettori del centrosinistra. Gli "ingenui" che via via hanno acclamato, o almeno appoggiato, Prodi, Ciampi e Monti, sono impazienti di deliziarsi con il novello campione dei Lib-Lab in salsa italiana. E pronti, perciò, a giustificare parecchie legnate in nome del caro, vecchio, ragionevolissimo pragmatismo. Quante esattamente non è dato saperlo, ma il masochismo, sebbene inconscio, fa miracoli.

    giovedì, settembre 5, 2013 | Registered CommenterFederico Zamboni

    Miracoli? Supermiracoli! io conosco gente che a 50 anni passati, coniuge e famiglia, va a fare ancora il volontario/a alle Feste dell'Unità...davero, Zamboni, qui ce vole l'esorcista...e pure bravo...

    venerdì, settembre 6, 2013 | Registered CommenterBruno Di Prisco
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