Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Renzi e il Pd: “effetto Ikea”

Molti commentatori sono sbrigativi: di fronte al moltiplicarsi delle aperture di credito a favore di Matteo Renzi, anche da parte di dirigenti Pd che in precedenza lo avevano avversato con toni sprezzanti, se la cavano citando il proverbiale «salgono tutti sul carro del vincitore». Mero opportunismo, insomma.

Non che non ci sia del vero, naturalmente. Visto che i politici di professione mirano appunto a poter continuare a svolgere il loro mestiere (assai ben pagato e colmo di ulteriori opportunità di gratificazione, materiale e non solo, per i loro ego solitamente ipertrofici), adeguarsi alle mutate condizioni del mercato di riferimento è pressoché indispensabile. Come i rappresentanti di commercio, all’incirca: se “tira” il vino di qualità si vende quello e si magnificano i rossi d’annata, ma se poi prevalgono le bibite gassate, sulla falsariga di quelle USA, si cambia settore e si tessono le lodi delle bollicine. Così moderne, signori miei. Così popolari, amici e compagni. Così effervescenti, yeah.

Benché fondata, però, questa spiegazione ha almeno due difetti, che la rendono quanto mai riduttiva: innanzitutto si concentra sui voltagabbana, sorvolando sulle finalità dello schieramento che essi vanno a rafforzare; inoltre, proprio nel citare il suddetto adagio, attenuano il rilievo del fenomeno e lo riassorbono, fatalisticamente, nel calderone dei vizi umani, tanto più se italici. Il messaggio, tra le righe, è che ne abbiamo viste a iosa, di questo genere, e che c’è poco, o nulla, di cui adontarsi. Morto Berlinguer si passò, dopo l’interregno di Natta, a un traghettatore come Occhetto che sbaraccò il Pci. Morto, elettoralmente, Bersani, ci si accinge a passare, dopo la reggenza di Epifani, a un rottamatore come Renzi che con la scusa di aggiornarlo sbaraccherà il Pd.  

Una specie di “effetto Ikea”. Si rimira il catalogo, o ci si aggira nei superstore, e ci si convince che è tutto lì a portata di mano. Dal piccolo accessorio all’arredamento completo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La tentazione non può non venire: e se invece di cambiare il singolo pezzo – abbandonando l’antiquata dormeuse “Pierluigi” in favore della giovanilissima poltrona ergonomica “Matteo” – ci si facesse coraggio e si cambiasse da cima a fondo, svuotando la propria casa ormai invecchiata e riempiendola daccapo con l’intera linea di moda, la “Renzi-Fonzie-Florence”?

Le promesse di una rivoluzione, si sa, infiammano i cuori. E se poi il successo è annunciato, come nella fattispecie, risultano ancora più attraenti. Praticamente irresistibili.

Federico Zamboni

"Ripresa europea", sicuri?

Fukushima, un immane disastro dagli esiti imprevedibili