Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

A long, long way

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A long long way

Sebastian Barry

Instar Libri

A long long way è un romanzo che può entrare a pieno titolo nella grande letteratura dedicata alla Prima Guerra Mondiale e non solo. Sebastian Barry offre uno spaccato della ribellione irlandese del 1916 da un punto di vista poco esplorato: quello degli irlandesi andati a combattere per l’Impero Britannico sul fronte di Fiandra.

Il punto di vista è quello dei cosiddetti “Volontari di Redmond” partiti in guerra convinti che la loro partecipazione allo sforzo bellico Imperiale avrebbe garantito il mantenimento della promessa inglese che alla fine della guerra sarebbe stata garantita all’Irlanda la “Home rule”. Speranza vana, come i successivi eventi avrebbero dimostrato, eventi che i soldati irlandesi non avrebbero potuto comprendere appieno, chiusi del loro microcosmo di fango e gas non potevano rendersi conto che il mondo che avevano lasciato era radicalmente cambiato, che nella pasqua del 1916, per usare le parole di W.B. Yeats, “una terribile bellezza era nata”.

Il dramma dei volontari di Redmond non è solo il loro scollamento dalle vicende della loro Irlanda, ma è anche la crescente diffidenza, non importa quanto eroico potesse essere il loro comportamento sul campo, nei loro confronti dell’alto comando inglese e dei loro camerati protestanti del Nord Irlanda, scesi in battaglia per motivo opposto al loro, cioè che l’Inghilterra non mantenesse quanto promesso… accomunati, però, tutti da un identico destino: quello di essere carne da cannone da gettare cinicamente in battaglia per nutrire gli interessi di Londra.

Redmond non si limita ad esplorare in temimi collettivi questa situazione, ma entra anche nella sfera privata, il protagonista non solo non riesce a comprendere i sentimenti degli irlandesi indipendentisti rimasti in patria, ma dopo aver annusato l’insurrezione di Pasqua, entra anche in un drammatico conflitto col padre, vecchio poliziotto irlandese cresciuto in epoca vittoriana, ancor più incapace del figlio di comprendere che il mondo intorno era irrimediabilmente cambiando.

Il merito dell’autore non è solo quello di rievocare un poco noto aspetto del periodo che portò le 26 contee del Irlanda del sud all’autonomia, ma anche di rendere in maniera vivida e realistica la vita di trincea, dal cameratismo alle paure dei soldati. Una menzione particolare meritano le pagine dedicate al primo attacco di gas asfissianti tedesco, si respira ansia come si fosse in trincea con i Fucilieri di Dublino, sembra quasi respirare lo stesso gas.

Un grande affresco epocale, un romanzo come ormai se ne pubblicano pochi

Ferdinando Menconi

15 Febbraio 2008

Alice & friends