Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Maurizio Pradeaux - L’amore occulto - Greco&Greco

Si dice che se un libro è buono o cattivo lo si intuisce dalla prime righe, se così fosse il romanzo di Pradeaux sarebbe da richiudere subito, un paio di immagini scontate, espressioni desuete, e invece meglio continuare a sfogliarlo perché dopo la prima impressione il romanzo decolla e prende quota pagina dopo pagina.



Pradeaux ha mestiere, sa mescolare bene gli ingredienti, primo fra tutti lo sfondo, la “location” diremmo se si trattasse di un film, e in effetti “L’amore occulto” potrebbe essere una buona sceneggiatura. Una sceneggiatura che si dipana nei vasti spazi quasi incontaminati del profondo nord finlandese dove un eventuale regista dovrebbe affidarsi a una fotografia veramente buona per poter essere all’altezza di quanto l’autore riesce ad evocare con la parola scritta.



Due righe di trama. Una giovane scrittrice che non riesce a sfondare, ad essere convincente, si avventura sola in Finladia dove il suo mito letterario si è ritirato dal mondo, come un anziano eremita laico sulle sponde del suo lago. Un banale incidente alla gamba e lei si trova intrappolata là.



Intrappolata, impossibilitata a fuggire, sì fuggire, perché ascoltando per caso alcune musicassette esce improvvisa la voce della moglie dello scrittore. Un brandello dopo l’altro, pagina dopo pagina, la voce che esce fra le note trasforma gl’immensi spazi aperti in una prigione claustrofobia. La moglie è morta? Così sembra e la voce inequivocabilmente denunciare l’uomo come carnefice. L’atmosfera da thriller sale di livello in un crescendo sapientemente condotto da Pradeux che, non pago di ciò, innesca anche un sottile gioco erotico fra la giovane donna e  l’anziano scrittore che raggiunge toni di erotismo che tanti romanzi che si definiscono o ci vengono spacciati come erotici si sognano appena. Perché quello di Pradeuax è erotismo, è fine gioco erotico, non è né una sequela di pippe psicoanalitiche che innescano problematiche assolutamente antierotiche, né, tantomeno, bassa macelleria.



Sì gli ingredienti ci sono tutti nel romanzo di Pradeux, thriller, suspence, erotismo, con sullo sfondo il rapporto fra l’uomo e la natura. Ci sono tutti, ma non basta (e non basterebbe!) sono anche ben miscelati in un cocktail ben equilibrato che non aggredisce il palato ma che arrivati in fondo ci si rende conto essere molto più forte di quanto non si credesse all’inizio.



Ferdinando Menconi

Mercoledi' 23 Luglio - Vacanze agricole, e' moda

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